domenica 19 ottobre 2008

Emilio Fido

E' questa l'informazione di cui abbiamo bisogno? E' questa informazione? Sono questi i giornalisti? Vergognosa l'affermazione di Emilio Fede. Emilio Fede direttore di un telegiornale di una televisione abusiva, vedi caso Europa 7, trasmesso a livello nazionale si permette di dire certe cose? Minimo meriterebbe l'allontanamento dalla scena pubblica. Invece macchè è ancora abusivo in giornale disinformatore e distorsore della verità.

Riporto l'affermazione:


Ovviamente consiglio la lettura del libro Gomorra di Saviano. Nel caso non amaste la lettura è stato anche tratto un film da quest'ultimo. Buona visione

sabato 18 ottobre 2008

Caso Alitalia, tutt'altro che chiuso!

Ecco un'altra delle tante tuffre del nostro "caro" Presidente del Consiglio:

martedì 14 ottobre 2008

Cambiamento climatico


Riporto la newsletter di Greenpeace in cui viene chiesto un modestissimo impegno a favore dell'ambiente. Ecco la lettera:

Cari amici,
i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l'uomo si trova ad affrontare. Per evitare una crisi climatica irreversibile occorre fermare la crescita delle emissioni di gas serra entro il 2015, e dimezzarle al 2050.

Per ridurre le emissioni di CO2 è necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell'uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili.

Per questo chiediamo al Governo di:

1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
Il carbone è alla base della crisi climatica in quanto è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione.

2. abbandonare l'idea di un ritorno al nucleare in Italia
Il nucleare è una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei suoi problemi: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio.

3.favorire l'efficienza energetica con l'obiettivo del 20 per cento al 2020
In Italia è possibile tagliare i consumi elettrici per 100 miliardi di kWh al 2020 (circa un terzo degli attuali consumi) con benefici economici pari a 65 miliardi di euro. L'efficienza è la fonte energetica più economica, pulita e abbondante.

4. favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili come richiesto dall'Europa
Nel settore elettrico le rinnovabili possono fornire 50 miliardi di kWh al 2020. Questo permetterà di tagliare le emissioni di CO2 per 25 milioni di tonnellate, e di risparmiare circa 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti all'anno.

PARTECIPA ANCHE TU ALLA PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA.

SCRIVI SUBITO A BERLUSCONI E AL MINISTRO SCAJOLA.

P.S. Come sai, Greenpeace rifiuta il contributo economico di aziende e istituzioni, e accetta soldi solo da singoli cittadini. Se vuoi sostenere le nostre campagne in difesa del Pianeta, clicca qui e compila in sicurezza il form.

P.S. Inoltra questo messaggio ai tuoi amici e a chi è interessato a combattere i cambiamenti climatici, causati dai combustibili fossili e altre atività umane.

Francesco Tedesco
Responsabile Campagna Clima ed Energia
GREENPEACE Italia

lunedì 13 ottobre 2008

Passaparola 13-10-2008



Testo:

"Buongiorno a tutti.
Oggi ringrazierò dei giornalisti perché qualcuno ce l'abbiamo ancora, per fortuna.
E meno male perché così non ci sentiamo inutili. Il primo giornalista che vorrei ringraziare è Milena Gabanelli.
Non soltanto per la splendida puntata di Report di ieri sera, in cui abbiamo visto crollare, alla seconda o terza domanda, il grande patriota Colaninno che doveva salvare l'Alitalia.
Ieri sera abbiamo appreso che ancora non c'è niente di deciso, che il prezzo che loro offrono per rilevare la parte sana dell'Alitalia è tutto da verificare.
Ma soprattutto abbiamo appreso che il famoso impegno a non vendere da parte dei sedici patrioti della cordata CAI in realtà è una balla.
Quando la Gabanelli ha messo il piano della CAI sotto il naso di Colaninno chiedendogli dove sta scritto l'impegno dei sedici soci a non vendere, Colaninno si è messo a ridere, come dire "lo sai anche tu che c'è!".
Però non è riuscito a trovarlo nemmeno lui.
Abbiamo anche appreso che la ragione sociale della CAI, fino a questo momento, è quella di trattare passamanerie, che non mi pare siano sinonimo di aerei.
Ma la Gabanelli va ringraziata soprattutto, insieme a Giovanna Bursier che curava il servizio sull'Alitalia, per avere scoperto ciò che nemmeno l'opposizione parlamentare aveva scoperto.
Voi direte: "beh, ci vuol poco... l'opposizione praticamente non esiste...".
Pensate che quando Di Pietro ha votato no alla costituzionalità del decreto Alitalia, il Partito Democratico non ha trovato di meglio che astenersi.
Si astengono addirittura sulla porcata Alitalia.
Bene, in questo decreto all'ultimo momento, come al solito, era stato inserito con il parere favorevole del governo - questo dice il resoconto stenografico dell'Aula - un emendamento che i giornali hanno chiamato salva-Tanzi, salva-Cragnotti, salva-Geronzi.
Il problema è che con tutti i governi ombra, tutti i cervelloni che ci sono all'opposizione, ma anche con tutti i cervelloni che ha Tremonti nella sua testa e intorno a se, nessuno si è accorto che il governo aveva dato via libera a questo emendamento che stabiliva il colpo di spugna su tutti i processi per bancarotta, anche fraudolenta.
Per essere penalmente responsabili quelli che hanno mandato in vacca le loro società o quelle che amministravano, bisogna che queste società vengano dichiarate in stato di fallimento.
Cosa che di solito non succede mai, soprattutto nei casi più gravi: c'è l'insolvenza ma poi non si arriva al fallimento perché ci sono pratiche di amministrazione controllata o concordata per cui, come Parmalat, la società viene ripresa per i capelli e salvata da commissari come Bondi o, come nel caso dell'Alitalia, da commissario Fantozzi.
Quando non c'è la dichiarazione di fallimento non si può procedere per bancarotta nei confronti degli amministratori che hanno portato al crack.
Questo era l'emendamento, clamoroso, che persino esponenti dell'opposizione, che sono i poveretti che voi vedete, avrebbero potuto notare se leggessero le leggi alle quali dovrebbero opporsi.
Invece passano le loro giornate a fare non si sa bene che cosa, pagati da noi, e non leggono nemmeno le leggi che noi li abbiamo mandati lì apposta per controllare e a cui dire di no, quando sono scandalose come in questo caso.
Per fortuna, una giornalista - Giovanna Boursier insieme a Milena Gabanelli - ha scoperto questo, hanno anticipato la notizia a Repubblica e questa legge è stata frettolosamente ritirata.
Pensate: se l'opposizione esistesse avrebbe avuto un'autostrada.
I suoi rappresentanti che vanno tutte le sere a infestare i programmi televisivi avrebbero potuto alzarsi e dire: "signori, noi con questa gente non vogliamo nemmeno più farci vedere nello stesso salotto televisivo, perché qualcuno potrebbe scambiarci gli uni con gli altri.
Sappiate che questi signori stanno cercando di salvare i responsabili dei crack Cirio, Parmalat, ecc".
Per non parlare del salvataggio preventivo del crack Alitalia, perché voi sapete che la procura di Roma sta lavorando sui bilanci degli ultimi anni dell'Alitalia e l'Alitalia, checché se ne dica, non esiste più.
E' stata già dichiarata l'insolvenza.
Magari qualcuno potrebbe pagare ma questa legge salvava anche ex post gli amministratori dell'Alitalia, oltre a Tanzi, imputato per il crack Parmalat, a Cragnotti e i suoi per il crack Cirio.
E il banchiere Geronzi - che abbiamo visto entrare trionfalmente a Palazzo Chigi l'altro giorno per salvare la finanza italiana e forse quella mondiale, coccolato dal governo Berlusconi e Tremonti - imputato sia per la Cirio che per la Parmalat.
Oltre a essere già stato condannato per un terzo crack, quello dell'Italcase.
Si salvavano tutti.
Pensate che opportunità aveva l'opposizione per riguadagnare punti e screditare un governo così. Invece no: zitti, dormienti.
Ha scoperto tutto una giornalista.
Qualcuno ritiene che il silenzio non fosse così casuale. Qualcuno ha ritenuto che fosse un silenzio complice, che questi signori sapessero cosa stava facendo il governo.
Ma sapete com'è: Geronzi è uno che piace al centrosinistra perché prima ha sistemato i debiti di Fininvest-Mediaset, poi quelli dei DS.
Insieme alla famiglia Angelucci, quella proprietaria di cliniche nel Lazio, nell'Abruzzo, nella Puglia, spesso convenzionate con le regioni.
La famiglia Angelucci pubblica due giornali: Libero, di Vittorio Feltri, e il Riformista.
Sono giornali che paghiamo anche noi, perchè oltre che essere pagati dagli Angelucci hanno pure il finanziamento non perché siano organi di partito ma perché sono organi di finti partiti.
La famiglia Angelucci è legata mani e piedi al banchiere Geronzi.
Sarà un caso, ma dopo che l'altra sera ad Annozero abbiamo osato raccontare chi è il banchiere Geronzi, immediatamente, il giorno dopo, il Riformista ha sparato contro Annozero.
Il riformista di Angelucci in difesa di Geronzi.
C'è chi sostiene, dunque, che per questi rapporti trasversali che ha, tutto il Parlamento si sia messo a cuccia quando il governo ha deciso di salvare Geronzi, oltre a quelli di Alitalia, Parmalat e Cirio.
Anche perché il banchiere Geronzi è difeso dall'avvocato di D'Alema, l'ex senatore DS Guido Calvi, che fin che stava in Parlamento aveva lo stesso conflitto di interessi che hanno Ghedini, Pecorella e gli altri che si occupano di giustizia come legislatori e come difensori di imputati eccellenti.
Grazie a Milena Gabanelli, questa manovra è stata sventata.
Alla fine l'insipienza o la mascalzonaggine di alcuni esponenti del centrosinistra ha fatto sì che ad avvantaggiarsi della legge pro Tanzi, Geronzi, Cragnotti, pro distruttori di Alitalia fosse Tremonti.
Tremonti ha fatto un figurone perché lui, rappresentante del governo che aveva dato l'ok a questa porcata, ha detto: "o la ritirare o mi ritiro io".
Come se si rivolgesse ad altri e non alla sua coalizione e al suo governo.
Insomma, è sembrato che il vero avversario di questa porcata non fosse l'opposizione ma Tremonti, cioè il governo.
Pensate in che mani è l'opposizione in Italia.
Il tutto, comunque, è stato sventato grazie all'intervento di due giornalista come Giovanna Boursier e Milena Gabanelli e questo dimostra che, per fortuna, quando i giornalisti fanno il loro mestiere servono, molto.
Pensate, se fosse passata questa legge, che cosa ne sarebbe stato del processo che sta per concludersi a Milano a carico di Tanzi e delle banche americane che pilotavano la Parmalat per portarla sempre più nel gorgo del fallimento.
Va ringraziata un'altra giornalista: Liana Milella.
Questa mattina, su Repubblica, ci racconta della nuova legge ad personam.
Ormai la fabbrica delle leggi ad personam è quotidiana, sforna ogni giorno un prodotto sempre più mostruoso e deforme.
Cambia la "personam", nel senso che ogni giorno bisogna salvarne una tra gli amici degli amici, ma la formula è sempre la stessa.
C'è un problema da risolvere a Tizio, Caio, Sempronio? Si fa una legge e glielo si risolve.
Abbiamo avuto, in questa legislatura - proprio oggi si compiono i sei mesi dalle elezioni di Aprile - in questi sei mesi abbiamo già visto sei leggi ad personam tentate o approvate.
Si è partiti con la salva Rete4, la personam era Berlusconi mentre quella da danneggiare era Di Stefano, Europa7.
Subito dopo la blocca processi: bisognava bloccare il processo Mills e qui la personam da salvare era di nuovo Berlusconi.
Dato che poi i processi da bloccare erano 100.000, sapete che si è arrivati a un compromesso: blocchiamo solo quelli della personam e non quelli delle altre personas e si è fatta la legge Alfano.
Che qualcuno chiama "lodo", ma non lo è: il lodo è una soluzione concordata. Qui non c'è niente di concordato, viene imposta dall'alto: chiamiamolo "porcata Alfano" e firmiamo ai banchetti dell'Italia dei Valori e degli altri che l'hanno sostenuto, questa raccolta.
Più siamo meglio è: non lasciamoci fregare dal tetto delle 500.000 firme. Devono essere milioni, bisogna far capire che siamo milioni di persone, che ci teniamo all'uguaglianza dei cittadini e alla Costituzione. Terza legge.
Quarta legge: la legge pro Matteoli.
Voi sapete che è intervenuto l'avvocato Consolo con una norma che stabilisca che i ministri o gli ex ministri sotto processo non possano essere processati senza l'autorizzazione del Parlamento.
Oggi è così solo per i reati legati alle funzioni ministeriali, in futuro, secondo questa porcata, dovranno passare al vaglio del Parlamento anche i processi per fatti completamente estranei o addirittura precedenti alla carica ministeriale.
La quinta è la legge pro Tanzi, Cragnotti, Geronzi.
La sesta è quella che Liana Milella ci rivela questa mattina su Repubblica.
Qui, per fortuna, qualcuno dell'opposizione se n'è accorto.
Soprattutto due rarissimi parlamentari che se ne intendono: Gerardo D'Ambrosio e Felice Casson, ex magistrati entrambi.
Che cosa hanno scoperto? Che l'altro giorno, infilato nella norma che incentiva i magistrati che si recano nelle sedi disagiate con aumenti di stipendio, hanno inserito un piccolo codicillo che abroga una norma approvata nel 2007 dal governo Prodi.
Cosa diceva quella norma? Che i magistrati non possono ricoprire incarichi direttivi oltre i 75 anni se sono stati reintegrati in base alla legge che consentiva ai funzionari pubblici, sospesi o dimissionari per processi o condanne, che poi venivano assolti e potevano essere reintegrati.
In caso di reintegro, comunque il magistrato non può ricoprire incarichi direttivi se ha compiuto 75 anni.
Uno dirà: "ma di chi stanno parlando? Fate nomi e cognomi!".
Chi è il magistrato che è stato reintegrato dopo che si era dimesso perché era stato condannato, poi era stato assolto ed è ritornato in carica e ha compiuto 75 anni? Non ce ne sono mica tanti: ce n'è uno.
Si chiama Corrado Carnevale.
E' una vecchia conoscenza, soprattutto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che lo consideravano l'avversario numero uno.
Subito dopo la mafia c'era colui che alla presidenza della prima sezione penale della Cassazione si incaricava di cassare, annullare, decine di sentenze di condanna emesse dai giudici di Palermo nei confronti dei capi mafia.
Ma non solo di quelle di Palermo: assolveva anche i clan processati e condannati a Torino, ad esempio.
Sempre con cavilli, virgole mancanti, timbri incompleti. Era il re del garbuglio. Lo chiamavano "l'ammazza sentenze".
Secondo alcuni testimoni, suoi colleghi in Cassazione e alcuni pentiti di mafia questo signore non annullava le sentenze perché andavano annullate ma perché era d'accordo con la mafia.
Si è fatto un processo, Carnevale è stato assolto in primo grado, condannato in appello e poi la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza.
Senza rinvio vuol dire che non ha disposto un nuovo processo in appello, come spesso avviene, ha annullato definitivamente stabilendo che le prove utilizzate dalla Corte d'Appello, quelle decisive, non erano più utilizzabili.
Come mai? Dei colleghi di Carnevale in Cassazione, che raccontavano di come lui facesse pressioni per ottenere l'annullamento delle condanne dei mafiosi anche quando non c'entrava niente perché non presiedeva il collegio - figurarsi quando lo presiedeva... c'erano racconti di suoi colleghi che dicevano: "quando eravamo in camera di consiglio lui ci diceva di annullare". Ma anche quando non era in camera di consiglio chiamava alcuni colleghi e diceva: "mi raccomando, annullate".
La Corte ritiene utilizzabili queste dichiarazioni nel senso che ritiene, come si era sempre ritenuto fino a quel momento, che se in camera di consiglio dove vige il segreto più assoluto - nessuno può rivelare cosa succede in camera di consiglio - si commettono dei reati, metti che il presidente malmena uno degli altri giudici, il giudice quando esce con l'occhio nero potrà dire "mi ha menato il presidente"... anche se la camera di consiglio è segreta, se si tratta di scoprire se sono stati commessi dei reati e chi li ha commessi si può divulgare cosa è avvenuto.
La Cassazione, sconvolgendo e ribaltando questa impostazione originaria, ha detto no: "non si può rivelare nulla della camera di consiglio, nemmeno quando si tratta di processare qualcuno per qualcosa fatto all'interno della camera di consiglio".
Quindi ha dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni dei magistrati di cassazione che dichiaravano di aver subito pressioni in camera di consiglio da Carnevale.
Quindi, se la prova non vale più perché sono cambiate le regole durante la partita è evidente che a quel punto Carnevale, anche per questo motivo, è stato assolto.
La Corte non si è accorta di un altro fatto: alcuni colleghi di Carnevale, che lo accusavano, non raccontavano di pressioni avvenute dentro la camera di consiglio.
Raccontavano di pressioni che faceva quando non stava in camera di consiglio, perché non presiedeva il collegio.
Erano pressioni avvenute fuori e dovrebbero essere utilizzabili.
Han fatto un fritto misto, han messo tutto dentro, hanno detto che era tutto inutilizzabile e, anche per questo motivo, Carnevale è stato assolto.
A questo punto, dopo la condanna in appello, si era dimesso dalla magistratura, altrimenti il CSM l'avrebbe comunque sospeso o cacciato.
Dopo che la Cassazione lo ha assolto, lui ha ottenuto una legge per poter rientrare in magistratura dopo che si era messo in prepensionamento.
Legge che ha approvato la maggioranza di centrodestra nel 2003, con voti delle solite teste di cavolo di una parte del centrosinistra che quando si tratta di dare una mano nelle porcate non si tira mai indietro.
Questa maggioranza trasversale riportò Carnevale in magistratura, alla Cassazione, a presiedere una sezione della Cassazione.
Per il momento sezione civile, prima stava nel penale.
Ma non è che l'assoluzione della Cassazione cancella i fatti.
Per esempio, indagando su di lui i magistrati di Palermo l'avevano intercettato per un certo periodo e l'avevano sentito, subito dopo la morte di Falcone e Borsellino, parlare di loro con dei suoi colleghi.
Carnevale, in quelle telefonate intercettate, li chiamava - Falcone e Borsellino, i martiri dell'antimafia - "i Diòscuri", come se fossero Castore e Polluce.
Li prendeva in giro, da morti. Diceva che erano "due incapaci, con un livello di professionalità prossimo allo zero".
Chiamava Falcone "quel cretino", "faccia da caciocavallo" - cioè faccia da culo, detto molto chiaramente, è un modo di dire siciliano - e aggiungeva: "io i morti li rispetto, ma certi morti no".
Falcone e Borsellino manco da morti, li rispettava.
Aggiungeva: "a me Falcone non è mai piaciuto". Poi insinuava che Falcone avesse messo sua moglie, Francesca Morvillo morta anche lei a Capaci, nella corte d'Appello di Palermo per far confermare le condanne che Falcone otteneva in primo grado.
Lo accusava di aggiustare i processi, diceva al telefono, per "fregare qualche mafioso". Secondo lui condannare i mafiosi significava fregarli.
Questo lo diceva lui. Tant'è che quando l'hanno interrogato gli hanno chiesto: "ma lei conferma le cose che ha detto?" "Si si, io contro di loro ho un'avversione che non è venuta meno neanche dopo che la mafia li ha ammazzati".
Questo è il soggetto che in base a questa legge è tornato in Cassazione.
Ma c'era questa norma, fatta dal centrosinistra, che almeno ci metteva al riparto dalla beffa delle beffe. Carnevale è più vecchio di tutti proprio perché l'hanno reintegrato quando era over quota.
Il fatto che sia il più anziano degli altri lo pone in vantaggi in un'eventuale corsa alla presidenza della Cassazione.
Adesso un presidente c'è, si chiama Carbone, ma va in pensione nel 2010 e Carnevale lascerà la Cassazione nel 2013, quando avrà 83 anni.
Dagli 80 agli 83 anni, quando andrà in pensione Carbone, chi sarà il candidato unico, il più anziano, che ha più titoli per diventare primo presidente della Cassazione, il magistrato più importante d'Italia, quello che sta al vertice della piramide della magistratura sopra il quale non c'è più niente?
Sarà Carnevale.
In base a questa legge che stabilisce che anche se ha compiuto 75 anni ed è stato reintegrato, può diventare dirigente di un ufficio. Può diventare il primo presidente della Corte Suprema di Cassazione.
Così quando un famoso annullatore di sentenze come questo andrà a presiedere la Cassazione, tutti quelli che hanno delle sentenze che stanno per arrivare in Cassazione e che sperano che siano annullate, avranno buone speranze di ottenere il loro bravo annullamento.
Questa è la sesta legge ad personam che passa in Parlamento.
Vi preannuncio che ne avremo presto, probabilmente, una settima.
Adesso devono rinnovare la Corte Costituzionale perché c'è un membro che si è dimesso da un anno e mezzo. E' un ex avvocato di Berlusconi, si chiama Vaccarella.
Era il civilista di Previti e Berlusconi. Si è dimesso un anno e mezzo fa, non l'hanno ancora sostituito ma ora c'è un pressing per sostituirlo.
Con chi lo sostituiranno? Il candidato favorito è il penalista di Berlusconi, l'avvocato Pecorella, che sta in Parlamento.
L'avvocato Pecorella è però imputato a Milano per favoreggiamento nei confronti di Delfo Zorzi, a sua volta imputato a Brescia per la strage di Piazza della Loggia.
Secondo l'accusa, Pecorella e l'avvocato di un pentito, Martino Siciliano, avrebbero pagato questo pentito per ritrattare le accuse a Zorzi sulle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia.
Di qui per entrambi, l'altro si chiama Maniacci, l'accusa di favoreggiamento nei confronti di un imputato di strage.
Non era mai capitato nemmeno in Italia che un imputato di favoreggiamento di un presunto stragista venisse promosso a giudice costituzionale.
Ma quando lo diventasse, pensate cosa succederebbe: avremmo un giudice costituzionale che ogni tanto va a un processo dove deve rispondere di favoreggiamento nei confronti di un presunto stragista.
A quel punto ricominceranno a dire che non solo per il capo del governo, dello Stato, per i presidenti di Camera e Senato ci vuole quella tranquillità, che sicuramente uno che ha dei processi non può avere per svolgere il suo mandato, ma anche per i giudici costituzionali bisogna prevedere l'immunità almeno durante l'esercizio delle funzioni.
Quindi si tornerebbe indietro, al lodo Schifani che diversamente dal lodo Alfano immunizzava anche il presidente della Corte Costituzionale e perché no, a quel punto, tutti i suoi membri, come inizialmente voleva fare Alfano.
Voi vedete come una legge ad personam ne figlia tante altre.
E' come una smagliatura che se non viene immediatamente rammendata comincia a dilatarsi e diventa una voragine.
Ecco perché la smagliatura, cioè il Lodo Alfano, fa immediatamente ricucita con l'abrogazione o per via referendaria o per via del respingimento della Corte Costituzionale, perché a furia di fare una legge ad personam dopo l'altra alla fine le uniche "personas" che non otterranno mai giustizia saremo noi cittadini comuni.
Passate parola."

domenica 12 ottobre 2008


Riporto un'articolo dell'Unità di Marco Travaglio:

Ora d'aria
l'Unità, 11 ottobre 2008

Le manifestazioni della sinistra e dell’Italia dei Valori, oggi, e quella del Pd il 25 ottobre non potrebbero cadere in un momento migliore. La macchietta di Palazzo Chigi, tra una visita al Bagaglino e quattro salti in discoteca, è l’emblema del dilettantismo con cui il governo sta affrontando la crisi. Non passa giorno, anzi minuto, senza che Al Tappone si e ci copra di ridicolo. Garantisce ciò che non può garantire (“non fallirà una sola banca italiana, i risparmiatori non perderanno un soldo”). Organizza strane adunate a Palazzo Chigi col governatore di Bankitalia e un banchiere privato, il plurimputato per bancarotta Cesare Geronzi, a cui due berluscloni tentano nottetempo di garantire l’impunità nei processi per bancarotta nei casi Cirio, Parmalat e Italcase (a proposito: dov’era l’opposizione mentre passava l’emendamento, visto che a scoprirlo è stata una giornalista, Milena Gabanelli?).

Invita la gente a investire nelle società più solide, cioè “Eni, Enel e Mediaset”, che guardacaso è sua. Annuncia per l’ennesima volta “il taglio delle tasse”, eventualità catastrofica, visto che - come nota Salvatore Bragantini sul Corriere - “la crisi gonfierà un debito pubblico già debordante”. Promette di “estirpare la corruzione”, essendo imputato in tre processi per corruzione appena sospesi dalla porcata Alfano. Minaccia la Consulta che dovrà giudicare la porcata e tenta d’infilarci il suo avvocato Pecorella al posto di un altro suo avvocato, Vaccarella. Proclama: “Si può governare solo con i decreti”. Annuncia “un G8 straordinario”, subito smentito persino dall’amico Bush. Esalta le virtù democratiche dell’amico Vladimur nel senso di Putin, massacratore di ceceni e di georgiani, giustificando con false versioni l’illegale invasione russa della Georgia e facendo infuriare persino Paolo Guzzanti (subito manganellato da orde di forzisti a comando). Compila liste di proscrizione per la Vigilanza Rai (“né Orlando né Giulietti”), pretendendo di decidere anche le cariche spettanti all’opposizione. Senza contare i tagli selvaggi alla scuola, alla giustizia, alle forze dell’ordine, alla ricerca e persino agli italiani all’estero.

Bene: di fronte a questo spettacolo da repubblichetta delle banane, il Pd che fa? Anziché impegnarsi allo spasimo per portare in piazza quanta più gente possibile,e magari rimangiarsi la scriteriata decisione di sabotare il referendum anti-Alfano, si divide addirittura sull’opportunità di scendere in piazza. Ha cominciato il solito Follini sul Corriere, invitando il Pd a suonare la ritirata in vista del 25 ottobre. Posizione comprensibile, visto che fino a due anni fa Follini stava con Al Tappone e votava tutte le leggi vergogna. Meno comprensibile l’uscita di Rutelli sul Riformatorio: “La piattaforma della manifestazione è superata, occorre un corteo non centrato sulla contrapposizione al governo, ma sulle nostre proposte aggressive per uscire dalla crisi”. Aggressive, Rutelli: vabbè.

Ma il bello deve ancora venire: l’intervista di Enrico Morando al Giornale di Berlusconi, in cui l’esponente del Pd lancia, restando serio, l’idea di una bella manifestazione “non anti-governativa”, anzi, di più: per “incoraggiare e sostenere il governo nello sforzo che sta facendo per fronteggiare l’emergenza”. In piazza, la gente del Pd dovrà “stringersi intorno al governo”, perché “i cittadini hanno un atteggiamento di fiducia nel governo. I calcoli di parte sarebbero infondati oltre che sbagliati. L’opposizione deve fare la sua parte…”. Spettacolare questa idea dell’opposizione che deve chiamare la gente in piazza per sostenere il governo. Figurarsi l’entusiasmo con cui gli elettori del Pd, soprattutto quelli che han firmato l’appello per “Salvare l’Italia” dal “governo che la sta distruggendo”, si sveglieranno all’alba per salire su auto, treni, aerei e pullmann verso Roma, con la prospettiva di “stringersi intorno al governo” Berlusconi, mentre dal palco i Morando e i Rutelli li inviteranno a non essere antigovernativi e Follini, da casa, li sgriderà per non essersene rimasti a casa. Prospettiva elettrizzante, che potrebbe indurre molti a non muoversi, col rischio di far fallire la manifestazione. Per scongiurarlo, non resta che una strada: se l’obiettivo è stringersi intorno al governo, tanto vale invitare anche gli elettori del Pdl, e magari lo stesso Al Tappone. Lui la gente in piazza (“contro il regime delle sinistre”, s’intende) ha già dimostrato di saperla portare. Pienone assicurato.

Marco Travaglio

venerdì 10 ottobre 2008

Corruzione

Torno a scrivere! Ecco un nuovo post riguardo la corruzione. Come molti di voi sapranno una delle maggiori piaghe della nostra società è la corruzione dilagante. Anche questo anno la civil society organisation Transparency International ha pubblicato il nuovo rapporto sulla corruzione rilevata in quasi tutto il mondo. Il risultato per noi, come sempre, è alquanto disastroso rientrando nella posizione dove troviamo diverse nazioni quali gli ex paesi comunisti o paesi molto più "arretrati" economicamente.

mercoledì 18 giugno 2008

Le intercettazioni

Non c'è altro da dire: