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sabato 13 dicembre 2008

Appello Fini-Travaglio


Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.

Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).

Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.

Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).

Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avvallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.

Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.

Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.

Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

Massimo Fini
Marco Travaglio

Ps: Devo fare una precisazione. La Costituzione non è emandabile in ogni sua parte. La costituzione ha alcuni principi che non possono essere modificati o cancellati. Abbiamo, fortunatamente, un organo chiamato Corte Costituzionale, quarto potere dello stato, che è incaricata di difende la nostra principale fonte del diritto.

giovedì 24 aprile 2008

Destra e sinistra tutti daccordo contro Grillo e il V2-Day

Vday
In Italia non si è mai vista un così forte accordo tra le varie correnti politiche e dei loro giornali come nell'attaccare Grillo e il suo V2-Day. Credo che la medaglia d'oro nello screditare vada senza dubbio a "Il Giornale" del fratello del neopremier con un articolo, in sostanza, che critica in maniera non costruttiva e del tutto montata, non riportando fonti attendibili il comico: clicca qui per leggere .
Ovviamente non mancano stoccate da "L'Unità" e "La Repubblica". Unico che sembra riportare un articolo sul prossimo V2-Day e mantenendo una certa serietà è il "Corriere della Sera". 

Ma perchè tutti daccordo? Semplice, l'iniziativa porterebbe gravi conseguenze dal punto di vista economico a tutti i giornali, in quanto si chiede di togliere le sovvenzioni ai giornali. Inoltre l'abolizione della legge Gasparri comporterebbe un ritorno alla legalità, dal punto di vista tv, con il trasferimento sul satellite di "Rete 4" che trasmette abusivamente su frequenze di "Europa 7" da circa 10 anni .
Qualche giorno fa ho scritto un'articolo sulla libertà di stampa in Italia vista da diversi istituti internazionali di monitoraggio e su come questi sottolineano la mancanza di libertà di stampa nel nostro paese. 

Allora forse è il momento di fare qualcosa, di smetterla di regalare soldi ai giornali, di ridare le frequenze tv a chi davvero ha vinto l'appalto e di chiudere l'ordine dei giornalisti che non esiste in nessun altro paese del mondo occidentale, in modo che tutti possano fare informazione. 

Ovviamente tutto questo gli fa paura, allora bisogna trovare un modo per mettere i bastoni tra le ruote per tentare di fermare il tutto. Unico sistema che questi giornalini conoscono è screditare in maniera del tutto ignobile l'iniziativa ma soprattutto colui che la propone, con attacchi da contenuti davvero superficiali per non dire inventati. 

Ma noi che sosteniamo l'iniziativa tiriamo avanti perchè non ci importa quello che dicono questi parrucconi della comunicazione ( utilizzando un termine dei "nostri" politici ) perchè, noi della rete, abbiamo accesso alla libera informazione che noi stessi creiamo. 

Buona firma.

P.S.: gli unici politici che sostengo l'iniziativa sono Antonio Di Pietro e Marco Pannella. 

lunedì 21 aprile 2008

Basta con l'informazione viziata, scendiamo in piazza


Come spero molti di voi sapranno il 25 Aprile 2008 si terrà in oltre 400 piazze d'Italia la manifestazione pensata da Beppe Grillo intitolata Vaffanculo 2 day. Questa volta le richieste sono:
  1. Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
  2. Abolizione dell'ordine dei giornalisti
  3. Abolizione della legge Gasparri

Ovviamente per maggiori informazioni: http://www2.beppegrillo.it/v2day/index.php .

Vorrei ora motivare l'importanza dell'iniziativa con voi:
La famosa Freedom House, un'organizzazione no-profit e non schierata politicamente, ha stilato un rapporto sulla libertà di stampa nei vari paesi del mondo. Da questo rapporto si evince che l'Italia è classificata come parzialmente libera. Questo in quello che si definisce un paese "democratico". Cito testualmente dall'enciclopedia i maggiori motivi:
20 anni di amministrazione politica fallimentare, della controversa legge Gasparri del 2003 e della capacità del primo ministro di influenzare il servizio di trasmissione pubblica RAI, un conflitto di interessi tra i più flagranti del mondo.
Per non affidarsi soltanto ad una fonte riprendo anche il rapporto di Reporter senza frontiere il quale, nel 2005, l'Italia viene classificata al 77° posto nella classifica mondiale catalogandoci come unico paese parzialmente libero dell'Europa occidentale. Scivolando al 79° insieme al Botswana.  Perchè? Perchè hanno riscontrato sotto il governo Berlusconi una forte limitazione della libertà di stampa

Cosa davvero controversa è che l'articolo 21 della nostra costituzione dice:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Mentre noi per essere classificati giornalisti dobbiamo ottenere un'autorizzazione, essere iscritti all'ordine dei giornalisti, quindi come capirete da queste poche linee l'ordine è ANTICOSTITUZIONALE. Per non parlare del fatto che l'ordine è stato istituito da Mussolini per avere appunto il controllo sulla stampa e i vari mezzi di comunicazione, quindi un regime tutt'altro che democratico.
Infine va detto che soltanto, se non erro, due paesi al mondo hanno questo ordine.

Qualcuno crederà che questa poca libertà di informazione non sia poi così grave. Bè avere il controllo dell'informazione è avere il controllo di una nazione. Ovviamente questo non lo dico io, lo dicono sociologi, politologi, ecc... . 

Il mio consiglio è di aprire gli occhi, navigate in internet e spegnete la tv.


sabato 19 aprile 2008

Vergnoso: La differenza tra un italiano e un terrone spiegata all’università



Come sappiamo, la Lega Nord ha ottenuto un grande numero di voti. La Lega è un partito regionale che ha fatto dell'odio il suo vessillo. Odio contro gli extracomunitari e dei meridionali. La cosa interessante è chi ha votato qualcuno che lo odia. Molti fanno confusione sul confine ideologico tra terroni e non. Questo confine finisce la padania.
Oltre a questo che vabbè questo fatto che può passare in secondo piano, la cosa grave appunto è l'odio. Un odio fomentato da ideologie e luoghi comuni sciocchi e inversosimili. Inoltre la situazione di povertà, di zona depressa del sud non è certamente da incolpare ai suoi abitanti ma bensì ad anni e anni di errori politici che vanno dall'unificazione ad oggi. Il popolo meridionale è una vittima non certo un colpovole. 

Riporto l'articolo vergognoso:


mercoledì 16 aprile 2008

Torniamo al Tibet



Sono passati diversi giorni da quando ho parlato del Tibet. Da allora di cose ne sono successe. Le manifestazioni di protesta si sono intensificate ovunque, più volte durante il suo giro del mondo ( vedi immagine ) è stata spenta la torcia olimpica e più volte la si è dovuta difendere in maniera estenuante da parte delle forze dell'ordine. Nonostante questo scenario di forti proteste ovunque essa si sia mossa, nonostante una forte sensibilizzazione da parte dell'intero pianeta alla situazione del Tibet e forte sostegno, ancora oggi nei fatti non è successo nulla. 

Gli unici che sembrino davvero intenzionati a fare qualcosa sono il presidente Sarkozy e il suo entourage. L'Italia, come al solito non si pronuncia nonostante il suo popolo voglia in qualche modo da lei un gesto forte a favore di quella situazione agghiacciante. 

Come al solito tutti gli stati sono preoccupati per le possibili conseguenze soprattutto economiche che potrebbero nascere con il loro partner cinese. Però la libertà di un popolo vale meno di una qualche possibile ripercussione economica? Ripercussioni che, a mio avviso, non vi saranno in quanto gli interessi sono troppi e troppo grandi perché una cosa del genere possa scalfirli. 

Il ricatto cinese che porta i miei rappresentanti, governo, a non manifestare la volontà dei propri cittadini, a favore della causa tibetana, in qualche modo la sento come una limitazione della libertà del popolo italiano a non poter protestare.

La cosa brutta è che questo ricatto sembri funzionare a perfezione in quanto i nostri rappresentanti non si degnano né di esprimersi e neppure di ricevere ufficialmente il Dalai Lama in visita. Vergogna.

Scrivi all'ONU a favore di un Tibet libero.

martedì 15 aprile 2008

Nuovo scenario: considerazioni post-elettorali


Queste elezioni hanno stupito e non poco. I risultati portano una certa innovazione nel nostro parlamento ma anche un certo rischio.

Inizierei l'analisi con le innovazioni e le cose positive. Senza dubbio una delle novità più gradite è finalmente l'affermazione del bipolarismo e l'uscita dall'assemblea dei piccoli partiti, secondo me insignificanti.
Positiva è anche stata dal punto di vista politico la riaffermazione dell'alternanza politica alla guida del governo che solitamente è sintomo di buona democrazia.
Altra cosa buona sempre dal punto di vista scientifico è la creazione di una maggioranza solida che può portare ad una buona stabilità di governo.
Infine da non sottovalutare l'aumento dei sostenitori dell'Italia dei Valori, partito che ci assicurerà una lotta per la legalità all'interno del parlamento, importanta nei tempi che verranno.

Purtroppo come ho già accennato non è tutto oro quello che luccica. Per prima cosa vediamo come un partito xenofobo, la Lega Nord abbia conseguito un così buon risultato. 
Il voto a favore di questo partito è stato dato forse dall'idea da parte dell'elettorato che egli contrasterà in maniera forte l'immigrazione. Il popolo ha dimostrato che non sopporta più questa situazione di continua insicurezza imputabile soprattutto agli immigrati. La colpa non è certamente dello straniero come molti attaccano ma di una legislazione che non scoraggia di fatto questo fenomeno ad esempio tramite certezza della pena o l'aver lasciato aperte le frontiere in maniera troppo sregolata. Questo la sinistra l'ha pagato duramente.

Sempre parlando di partiti, altra novità, è stata la scomparsa nel parlamento della Sinistra e l'arcobaleno. Concedetemi di dire che Bertinotti ieri sera si è comportato da grande signore. Comunque tornando al partito-coalizione trovo che la loro mancata riconferma, lascia una buona parte dell'elettorato fuori dalla rappresentanza nelle istituzioni. Per La Sinistra e l'arcobaleno credo che il motivo maggiore del loro mancato quorum sia dovuto all'appello del voto utile contro Berlusconi e il fallimento degli obbiettivi nella scorsa legislatura. 

Sono felice del cattivo risultato dell'UDC dimostratosi un partito fortemente colluso con l'illegalità, candidando il maggior numero di condannati. 

Prima ho parlato della positività della grande maggioranza con relativa stabilità di governo. Questo dal punto di vista analitico è perfetto ma porta con se anche un'altra verità. La verità che il premier sarà Silvio Berlusconi. 
Un Silvio Berlusconi colluso con la mafia, piduista che ha fatto della lotto contra la legalità e la magistratura la sua carriera politica e il suo alibi a tutti i suoi atti illegali. 
Già da prima della campagna elettorale aveva annunciato in maniera più o meno velata l'astio verso una magistratura rea di aver svolto il suo compito contro di lui e i suoi amici. Nonostante tutto quello che Berlusconi ha fatto l'Italia non ha aperto ancora gli occhi o forse ha creduto meglio di non farlo. 
Io personalmente mi aspetto un brutto periodo per la democrazia italiana nell'imminente futuro la quale lascerà spazio a leggi ad personam e/o deligittimazione della giustizia e della legalità non che la scomparsa dell'informazione libera che già ora è al quanto fragile.

Tutti insieme dovremmo vigilare attentamento all'attività di questo futuro governo e parlamento perchè sono sicuro che ce ne sarà bisogno e credo che molti di noi saranno pronti, se ce ne sarà bisogno, di scendere in piazza.

ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE