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venerdì 5 dicembre 2008

Grillo non è onnipotente


Ora vi racconto una piccola storia. Io sono iscritto alla mailing list del meetup della mia zona. Un giorno iniziano a piovere email su una fantomatica pallina che rimpiazzerebbe l'uso dei detersivi. Questa pallina viene chiamata Biowashball. Subito mi sono detto, cavolo se funziona è interessante in quanto sono molto sensibile alla questione ambiente. Inizio ad informarmi prima sul sito del distributore poi youtube ecc... . Nell'euforia generale tutti sembravano dire che funzionasse. Io non sono un chimico ma quando ho letto le spiegazioni date sul sito ufficiale qualcosa mi puzzava.

Infatti questa cosa non puzzava soltanto a me ma anche altri sollevano la questione se funzionasse davvero o quello che si otteneva era soltanto il risultato dell'acqua. Ad un certo punto leggo la frase in una mail con scritto: "Se lo ha detto Grillo funziona perforza".
In un istante mi sono ricordato le parole di Daniele Luttazzi il quale disse di aver smesso di pubblicare periodicamente articoli sul suo blog perchè non voleva creare un branco di pecore come altri suoi colleghi faceva. Chi segue Luttazzi sa che è una mente con una cultura impressionante ed infatti devo dire che la sua "intuizione" si è avverata.

Il boom della biowashball è iniziata ad impazzare in internet con la normale conseguenza che qualcuno Competente in materia ha iniziato a studiarla. Il risultato di questi studi conferma la mia prima intuizione. La spiegazione scientifica è del tutto inesiste o meglio inventata. Il risultato è che questa biowashball funziona come se si lavasse soltanto con acqua. ( Clicca qui per vedere l'analisi )

Quando poi ha Grillo è stato fatto notare che la cosa non funzionava lui si è difeso dicendo che lui, la sua famiglia e i suoi amici la usano da tempo e che quest'ultima funziona. Uno si sarebbe aspettato una risposta scientifica per sostenere la sua tesi ed invece risponde in questo modo superficiale sintomo che non ha approfondito scientificamente la cosa?! Per Grillo sarebbe bastato dire semplicemente scusate ho sbagliato e non ci sarebbe stato nulla di male in quanto nessuno è infallibile. ( Ovviamente tranne il papa che si è dichiarato tramite enciclica infallibile, clicca qui )

Ora voglio trarre una considerazione. Dicendo questo non voglio sminuire assolutamente il movimento o le battaglie che ha fatto Grillo e che io supporto in prima persona ma quello che sono qui a criticare è che ogni persona non far venir meno il suo senso critico di fronte a quello che gli viene detto, perchè anche se in buona fede tutti possono sbagliare. Nessuno è la voce della verità.
Poi ricordate il bello di internet è la massiccia fonte di informazioni, non fermatevi mai alla prima.


P.s.: Ringrazio Alessandro B. per il suo parere scientifico che ha confermato la non vericidità scientifica della descrizione.

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martedì 11 novembre 2008

Ulteriore duro colpo alla libertà di informazione


Riporto un'articolo alquanto esaustivo riguardo la nuova ri-proposta di legge che in pratica vuole trasformare i blog in un prodotto editoriale, limitando uno dei mezzi di informazione più democratico e diretto che mai nella storia sia stato creato. Questo blog potrebbe facilmente chiudere, non una grande perdita certamente, ma altri invece lo sarebbero davvero.

Riporto l'articolo:
Roma - Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto "DdL Levi-Prodi", disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l'obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa.

La notizia, scoperta del giurista Valentino Spataro e rilanciata da Punto Informatico, fece scoppiare un pandemonio. Si scusarono e dissociarono i ministri Di Pietro e Gentiloni, ne rise il Times, Beppe Grillo pubblicò un commento di fuoco sul suo blog. Il progetto subì una brusca frenata e dopo un po' le acque si calmarono. Cadde il governo Prodi.

Un anno dopo: novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269).


Minotti ne fa una breve analisi sul proprio blog, marcando le diversità fra il nuovo testo e quello precedente. Abbiamo tuttavia alcune differenze di interpretazione. Diamo insieme un'occhiata ai punti salienti del progetto di Legge per capire cosa possono aspettarsi i navigatori e i blogger italiani:

Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale).

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).

1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.

All'apparenza il comma 3 escluderebbe la maggioranza dei blog dall'obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali. Ma non è così. Ecco alcuni esempi pratici.

Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l'obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l'unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.

Il ragionamento è semplice. L'apposizione di banner è un'attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un'attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina (ricordiamo un caso recente).

Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (interpello) se l'uso di qualche banner rientri nelle attività dell'impresa (ma l'orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).

Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa. Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.

Rockerduck: "Se non cancelli l'articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa."
Paperino: "Ma il mio blog non è una testata!"
Rockerduck: "Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un'impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l'articolo ti denuncio pure per stampa clandestina."
Paperino: "Ok. Sob."

Provate a sostituire "Rockerduck" con "picciotto" e "Paperino" con "cittadino" e il gioco è fatto.

Luca Spinelli
Fonte: punto-informatico.it

PS: combatto insieme alla campagna FreeBlog iniziata da BeppeGrillo e tutti i freeblogger italiani.

sabato 1 novembre 2008

Dario Fo si pronuncia sulla scuola


Riporto questa intervista fatta da Beppe Grillo a Dario Fo, premio nobel per la letteratura nel 1997.
Analizzato l'uomo, la sua autorità, possiamo dire che Dario Fo non è certamente una persona priva di conoscenza. Tutt'altro. Buona visione.



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martedì 29 aprile 2008

Considerazioni sul v2-day e sull'articolo su Panorama di Grillo


Il 25 Aprile il V2-Day è stato un successone. Sono state raccolte circa 1.300.000 firme, mai visto un così alto numero di adesioni in un giorno. Questo nonostante come già avevo precedentemente scritto sulle maggiori testate erano partite campagne di diffamazione del suo autore, Beppe Grillo, oppure sulla non validità delle modalità di raccolta firme. 

1.300.000 firme parlano chiaro, i politici potranno soltanto far finta che la cosa non sia accaduta non certo avranno qualcosa da ridire. 
La gente ha parlato chiaro: un'informazione migliore, più libera e più seria. 

Panorama, settimanale Mondadori di Berlusconi, pubblica un lungo articolo la vigilia del V2-Day su Grillo. Un articolo nel quale il settimanale mette in evidenza come siano accresciuti i guadagni del comico dopo l'apertura del suo Blog www.beppegrillo.it nel 2005. 
Tutto quello che viene riportato sul settimanale deve essere ovviamente confutato. Ipotizzando però che tutto quello riportato nell'articolo sia vero, trovo che questo non importi a chi sostiene le sue. 
A nessuno, credo importi, se guadagna di più con il blog o se lo faccia soltanto per soldi.
La gente seguono il blog perchè credono nelle proposte e iniziative non che la coerenze con le quali queste vengono portate a termine. Grillo è diventato senz'altro un leader carismatico, che ha la forza di muovere parecchie coscienze. 
Se il suo sito è uno dei blog più seguiti del mondo, un fondo di verità in quello che scrive e fa ci sarà no?! 
Inoltre se quello che dicesse non fosse vero, certamente il suo blog non sarebbe diventato quello che è.
Il guadagno che gli ha portato il sito è senz'altro una conseguenza del perchè lo abbia aperto, nessun analista, credo, avrebbe mai potuto aspettarsi un successo del genere.
Poi se c'è un forte guadagno non significa che non creda in quello che dice o fa. Certo, oltre 4 milioni di euro di reddito imponibile non sono pochi, auguro a chiunque di guadagnarli, non per questo andrò contro le sue-nostre giuste battaglie. 

Ovviamente tutti, come per qualsiasi altra cosa o persone, dovremmo sempre tenere un comportamento critico ed attento. Analizzando attentamente ogni affermazione, non prendendola come dogma perchè detta da lui MA, se necessario, criticarla. Altrimenti si finirebbe con un movimento pieno di pecore.

Sono totalmente in disaccordo con chi dice che quello di Grillo non sia un movimento o che il ribattezzato grillismo non esista. Esiste e come questo movimento. I meetup sono un movimento più o meno organizzato che si ritrova qualche volta l'anno dandosi linee programmatiche per concentrarsi su determinate battaglie senza disperdere la sua forza.

Un ultimo appunto: Grillo e i meetup fanno paura. Paura di verità e di partecipazione politica perchè fin ora hanno rinnovato e questo ai detentori del potere non piace.



giovedì 24 aprile 2008

Destra e sinistra tutti daccordo contro Grillo e il V2-Day

Vday
In Italia non si è mai vista un così forte accordo tra le varie correnti politiche e dei loro giornali come nell'attaccare Grillo e il suo V2-Day. Credo che la medaglia d'oro nello screditare vada senza dubbio a "Il Giornale" del fratello del neopremier con un articolo, in sostanza, che critica in maniera non costruttiva e del tutto montata, non riportando fonti attendibili il comico: clicca qui per leggere .
Ovviamente non mancano stoccate da "L'Unità" e "La Repubblica". Unico che sembra riportare un articolo sul prossimo V2-Day e mantenendo una certa serietà è il "Corriere della Sera". 

Ma perchè tutti daccordo? Semplice, l'iniziativa porterebbe gravi conseguenze dal punto di vista economico a tutti i giornali, in quanto si chiede di togliere le sovvenzioni ai giornali. Inoltre l'abolizione della legge Gasparri comporterebbe un ritorno alla legalità, dal punto di vista tv, con il trasferimento sul satellite di "Rete 4" che trasmette abusivamente su frequenze di "Europa 7" da circa 10 anni .
Qualche giorno fa ho scritto un'articolo sulla libertà di stampa in Italia vista da diversi istituti internazionali di monitoraggio e su come questi sottolineano la mancanza di libertà di stampa nel nostro paese. 

Allora forse è il momento di fare qualcosa, di smetterla di regalare soldi ai giornali, di ridare le frequenze tv a chi davvero ha vinto l'appalto e di chiudere l'ordine dei giornalisti che non esiste in nessun altro paese del mondo occidentale, in modo che tutti possano fare informazione. 

Ovviamente tutto questo gli fa paura, allora bisogna trovare un modo per mettere i bastoni tra le ruote per tentare di fermare il tutto. Unico sistema che questi giornalini conoscono è screditare in maniera del tutto ignobile l'iniziativa ma soprattutto colui che la propone, con attacchi da contenuti davvero superficiali per non dire inventati. 

Ma noi che sosteniamo l'iniziativa tiriamo avanti perchè non ci importa quello che dicono questi parrucconi della comunicazione ( utilizzando un termine dei "nostri" politici ) perchè, noi della rete, abbiamo accesso alla libera informazione che noi stessi creiamo. 

Buona firma.

P.S.: gli unici politici che sostengo l'iniziativa sono Antonio Di Pietro e Marco Pannella. 

lunedì 21 aprile 2008

Basta con l'informazione viziata, scendiamo in piazza


Come spero molti di voi sapranno il 25 Aprile 2008 si terrà in oltre 400 piazze d'Italia la manifestazione pensata da Beppe Grillo intitolata Vaffanculo 2 day. Questa volta le richieste sono:
  1. Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
  2. Abolizione dell'ordine dei giornalisti
  3. Abolizione della legge Gasparri

Ovviamente per maggiori informazioni: http://www2.beppegrillo.it/v2day/index.php .

Vorrei ora motivare l'importanza dell'iniziativa con voi:
La famosa Freedom House, un'organizzazione no-profit e non schierata politicamente, ha stilato un rapporto sulla libertà di stampa nei vari paesi del mondo. Da questo rapporto si evince che l'Italia è classificata come parzialmente libera. Questo in quello che si definisce un paese "democratico". Cito testualmente dall'enciclopedia i maggiori motivi:
20 anni di amministrazione politica fallimentare, della controversa legge Gasparri del 2003 e della capacità del primo ministro di influenzare il servizio di trasmissione pubblica RAI, un conflitto di interessi tra i più flagranti del mondo.
Per non affidarsi soltanto ad una fonte riprendo anche il rapporto di Reporter senza frontiere il quale, nel 2005, l'Italia viene classificata al 77° posto nella classifica mondiale catalogandoci come unico paese parzialmente libero dell'Europa occidentale. Scivolando al 79° insieme al Botswana.  Perchè? Perchè hanno riscontrato sotto il governo Berlusconi una forte limitazione della libertà di stampa

Cosa davvero controversa è che l'articolo 21 della nostra costituzione dice:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Mentre noi per essere classificati giornalisti dobbiamo ottenere un'autorizzazione, essere iscritti all'ordine dei giornalisti, quindi come capirete da queste poche linee l'ordine è ANTICOSTITUZIONALE. Per non parlare del fatto che l'ordine è stato istituito da Mussolini per avere appunto il controllo sulla stampa e i vari mezzi di comunicazione, quindi un regime tutt'altro che democratico.
Infine va detto che soltanto, se non erro, due paesi al mondo hanno questo ordine.

Qualcuno crederà che questa poca libertà di informazione non sia poi così grave. Bè avere il controllo dell'informazione è avere il controllo di una nazione. Ovviamente questo non lo dico io, lo dicono sociologi, politologi, ecc... . 

Il mio consiglio è di aprire gli occhi, navigate in internet e spegnete la tv.


giovedì 10 aprile 2008

Voto, ma disgiunto



Beppe Grillo, chiede a squarcia gola di non votare in quanto queste elezioni sono incostituzionali perchè lo è il sistema elettorale. Chiede a tutti di esercitare il proprio diritto di poter non votare. 
Questa volta devo muovergli una critica, ogni studioso della politica sa, che il non voto non viene registrato come segno di protesta ma bensì come apatia politica ( disinteresse ).
Infatti la partecipazione politica, secondo i classici schemi, va dall'assunzione di una carica pubblica all'apatia, senza passare al non voto per protesta. Un'astensione al voto, di solito, è visto come un buon segno di democrazia e questo certo non è quello che Grillo e i suoi sostenitori vogliono, anche perchè, per interesse della casta, sarebbe l'informazione che arriverebbe.

Allora qualcuno si chiederà quale potrebbe essere una tecnica di voto per protestare. A loro aiuto arriva allora la proposta di Giovanni Sartori, il quale immagino che la maggior parte di voi non conosca. Sartori è uno dei politologi più autorevoli a livello mondiale, il quale tra le tante cose fa qualche editoriale sul Corriere della Sera. 

Bene Sartori propone sull'editoriale di oggi una riflessione su come poter votare ma nello stesso tempo non farlo. Riporto l'articolo:
Certo questa soluzione è solo per chi ha diritto di voto in Senato ma comunque qualcosa è per chi non voleva andare a votare per protesta. Buona scelta.

mercoledì 9 aprile 2008

Mediaset ed Europa 7


Forse molti di voi non sanno che Rete 4 canale Mediaset, canale di Berlusconi, non può più trasmettere a livello nazionale dal 1999. In quell'anno infatti Europa 7 vince l'appalto per l'assegnazione di frequenze nazionali. Sempre nello stesso anno Rete 4 perde queste frequenze. 
Dal 1999 teoricamente noi non dovremmo più poter vedere Rete 4 a livello nazionale.

Ovviamente la rispettosa delle leggi azienda Mediaset se ne infischia insieme ai Governi D'Alema e Amato. Continua imperterrita a trasmettere Rete 4 a discapito della legittima proprietaria di quelle frequenze Europa 7. 

Europa 7 non si da per vinta quindi fa appello alla Corte Costituzionale, la quale riafferma il diritto di questa emittente nel 2002 con la sentenza n. 466. La quale ribadisce che Retequattro deve dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 dicembre 2003.

Ovviamente il premier di allora Silvio Berlusconi, il quale non era affatto in conflitto di interessi, firma un decreto legge per superare tale termine. Questo in un paese democratico sarebbe bastato per far scendere in piazza l'intera popolazione.

Il Governo Berlusconi nell’aprile del 2004 approva la legge Gasparri, la quale infischiandosene della sentenza della Corte, consente a Retequattro di continuare a trasmettere nonostante non abbia la concessione, mentre Europa 7 viene esclusa ancora una volta. Ancora una volta vi era un buon motivo per scendere in piazza, ma in un paese tenuto in catalessi da questi media era impossibile.

Di questa vicenda se ne occupa addirittura il Parlamento europeo, con relativa bella figura dell'Italia, preoccupato di un'eventuale estensione dell'anomalia italiana nel resto di Europa ( paragonati ad un cancro ). 

Finalmente cambio di governo nel 2006, il quale approva il disegno di legge Gentiloni che, non solo non risolve il problema Europa 7, ma non ne riconosce nemmeno i diritti.Il 30 novembre di fronte alla Corte di Giustizia Europea, il Governo Prodi, tramite l’avvocatura dello Stato, fa propria la posizione del Governo Berlusconi e difende addirittura la legge Gasparri.

Oggi, dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, l'Italia incorre nel rischio di dover pagare una multa salatissima se non risolve questa controversia riguardo le frequenze TV.
In pratica dovremmo pagare noi per mantenere il monopolio illegale televisivo Mediaset.

Per maggiori informazioni su Europa 7: clicca qui

Nonostante questo scempio vergognoso, oggi in campagna elettorale Veltroni neanche ne parla e quale miglior occasione per farlo.
A dare grande risalto al problema è stato prima Beppe Grillo poi divenuta battaglia di Di Pietro dell'Italia dei Valori anche nell'attuale campagna elettorale.
 


Ps: De Gregorio candidato del PDL indagato per concorso in esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio. L'Unità - Corriere della Sera

venerdì 28 marzo 2008

Olimpiadi a Pechino



Credo che le olimpiadi in Cina siano da boicottare, non è possibile svolgere dei giochi in un paese dove le libertà fondamentali vengono a mancare. Il Tibet è stato invaso nel 1949 - 1950 e da li ha perso la sua sovranità e il suo governo è dovuto esiliarsi in India. 

Oggi in Tibet la popolazione si trova a ribellarsi per riottenere la libertà e la loro indipendenza. Centinaia di manifestanti sono stati uccisi mentre il governo Popolare Cinese nega. 

L'ONU guarda indifferente.

« Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte[1] nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all'umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole [...] »

(dal preambolo dello statuto delle Nazioni Unite[2])


Il Dalai Lama poco tempo fa è venuto in Italia e le nostre istituzioni non lo hanno ricevuto in maniera ufficiale per non scontentare la Cina. E' VERGOGNOSO.

Per questo ti chiedo di firmare questa petizione per chiedere all'ONU di non svolgere le olimpiadi:

Free Tibet

Vi inviti a guardare questo video delle Iene: VIDEO IENE

P.S.: Consiglio di guardare il film "Kundun", è molto interessante riguarda un pò questo tema.