martedì 6 gennaio 2009
venerdì 26 dicembre 2008
Ora d'aria
Per calcolare lo stato della libertà d’informazione in Italia, c’è un’ottima unità di misura: lo spazio dedicato dalla stampa e dai tg nazionali al processo in corso a Palermo a carico dell’ex capo del Ros e poi del Sismi, generale Mario Mori, e del suo vice, col. Mario Obinu, per favoreggiamento alla mafia a causa della mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995. Una cosina da niente. Nemmeno una riga, una parola sulle udienze che si susseguono da metà luglio. In aula non si vede quasi mai un cronista e non è mai entrata una sola telecamera. Una delle rare eccezioni è Lirio Abbate, il valoroso giornalista dell’Ansa che vive sotto scorta per le minacce mafiose dopo aver scritto “I complici” con Peter Gomez. Mercoledì ha firmato tre lanci d’agenzia sulla lunga deposizione del primo testimone d’accusa: il generale Michele Riccio, anche lui ex del Ros, che accusa Mori e Obinu di avergli impedito di catturare Provenzano 13 anni fa in un casolare di Mezzojuso indicato dal mafioso suo confidente Luigi Ilardo, poi assassinato da Cosa Nostra subito dopo aver accettato di collaborare con la giustizia.
Quella sera e nei giorni seguenti nessun giornale né tg nazionale ha ripreso la notizia. Il Tg1, per esempio, era molto impegnato a intervistare il produttore De Laurentiis sul nuovo film-panettone di Christian De Sica. Un vero peccato, perché Riccio ha raccontato di quando Ilardo incontrò Mori e gli avrebbe detto: “Le stragi non le abbiamo fatte solo noi della mafia, ma anche voi dello Stato”. Mori, anziché domandare spiegazioni o fare obiezioni, girò i tacchi e - sempre secondo Riccio - se ne andò senza dire una parola. Poi Riccio s’è soffermato su uno strano vertice nello studio Taormina: “Il mio difensore Carlo Taormina mi fece incontrare il senatore Dell'Utri, con la scusa di studiare le carte del suo processo. Passò a salutarci l'avvocato Cesare Previti (che poi non partecipò alla riunione, ndr)… Taormina mi chiese di dire, nei processi per mafia a Palermo, che Ilardo non mi aveva mai parlato di Dell'Utri”. Invece gliene aveva parlato eccome. Riccio - riferisce l’Ansa - non seguì l'amorevole consiglio di Taormina e mesi dopo gli revocò il mandato. Previti - ricorda Riccio - era presente da Taormina anche in occasione di un’altra riunione. Una presenza interessante, la sua, anche se “inattiva”, visto che - come ricorda Riccio - Previti conosceva bene Mori e “sovente veniva a trovarlo negli uffici del Ros”.
Di più: “Nel 1994 ho visto Mori che dal proprio ufficio spostava in un'altra stanza il piatto d'argento che gli era stato regalato da Previti, commentando con una battuta: ‘Cambiato il governo, si deve cambiare anche la disposizione del vassoio’…”. Dopo aver ricostruito il mancato blitz di Mezzojuso, Riccio riferisce i nomi che Ilardo gli fece prima di morire: nomi delle persone che gli risultavano legate a Cosa Nostra o agli amici degli amici, sulle quali non potè aggiungere altro perché fu ammazzato prima di mettere a verbale le sue dichiarazioni. E, fra gli altri, cita Dolcino Favi, il procuratore generale reggente di Catanzaro che un anno fa tolse a Luigi De Magistris l’inchiesta “Why Not”, e che in passato era stato in servizio a Siracusa. Favi - riferisce l’Ansa - sarebbe stato “gestito” da un avvocato di Lentini “molto legato a un uomo del boss Santapaola”. Dichiarazioni tutte da verificare, s’intende (il processo serve a questo). Ma piuttosto avvincenti e attuali. Peccato che nessuno le racconti.
Ps. Un mese fa, chi scrive fu condannato a 8 mesi di reclusione in primo grado per aver diffamato Previti riportando sull’Espresso il racconto di Riccio ai pm di Palermo sulla presenza dell’ex deputato nello studio Taormina il giorno della riunione fra l’avvocato, l’ufficiale e Dell’Utri. Il Tg1 diede la notizia con grande risalto. Ora che Riccio, in Tribunale, ha ribadito e arricchito il suo racconto, il Tg1 tace. Viva il servizio pubblico.
Marco Travaglio
venerdì 12 dicembre 2008
11 Settembre, fatevi anche voi un'idea.

Scrivo questo articolo su un tema su cui si è parlato e su cui si parlerà sempre. In questo articolo vorrei partire da un documentario ( chiamiamolo pro-cospirazionistico ), a mio parere, ben curato di ArcorisTV. Il video è questo sotto riportato, in formato windows media player:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=4838&ext=_big.wmv
Oppure questo però in formato RealPlayer:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=4838&ext=_big.ram
Per dare spazio anche a chi pensa che non ci sia nessuna cospirazione, dando a voi la possibilità di criticare l'uno e l'altro riporto questo video:
E riporto anche questo sito, il quale vuole smontare alcune tesi e teorie cospirazionistiche:
http://undicisettembre.blogspot.com/
Ed infine un'altro video di risposta al giornalista antibufala Paolo Attivissimo ( anti-cospirazionistico ) co-autore anche di un libro ( 11/9 la cospirazione impossibile ) sull'undici Settembre:
Ma se è vero che la verità è sempre nel mezzo, in questo caso non basterebbe per scandalizzarsi?!
Consiglio inoltre di guardare il film-documentario del giornalista Michael Moore intitolato Fahrenheit 9/11 del 2004. ( Qui potete leggere di cosa si tratta: clicca qui )
Ora credo di avervi dato abbastanza materiale su cui riflettere e su cui tirare le vostre conclusioni. Io l'ho fatto.
Buono studio.
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lunedì 8 dicembre 2008
mercoledì 3 dicembre 2008
Chiesa cattolica: barbara, assassina e pedofila

Apprendo oggi con grande rammarico ma non certo con stupore che il Vaticano si è schierato contro la proposta della Francia di depenalizzare, tramite l'ONU, l'omosessualità nel mondo.
Ovviamente sono sicuro che oltre l'Italia nessun altro paese democratico darà ascolto a quelle parole.
Questa proposta parte da una situazione a livello mondiale davvero incredibile. In paesi come Benin, Angola, Botswana, Iran e Burindi i gay vengono uccisi per legge dopo essersi presi circa 70 frustrate. In Sudan, Mauritania e Nigeria vengono lapidati. In Camerun e Uganda la condanna di un gay è all’ergastolo. In Kenya, Lesotho, Malawi e Zimbabwe l’ergastolo è riservato soltanto ai gay maschi e solo quando è stata accertata la consumazione dell´atto. In Cina l'omosessualità è vista come anormale ed inaccettabile.
E questi ecclesiasti sarebbero i profeti della parola di Dio? Questi vogliono diffondere l'amore? MI VERGOGNO PER CHI CREDE ANCORA A QUESTO ORDINE.
Ora vorrei spendere altre due parole su questo ordine. Per chi di voi non lo sa esiste un documentario dove si parla della pedofilia all'interno della chiesa cattolica, OVVIAMENTE CENSURATO IN ITALIA.
Questo documentario, di cui ve ne avevo parlato qui, portava alla luce come l'attuale Papa Ratzinger chiamò l'attenzione dei prelati a tecniche di insabbiamento, quando qualcuno scopriva un ecclesiasta pedofilo.
Bene oggi con mia grande FELICITA' e speranza nella giustizia scopro che Papà Ratzinger è stato accusato da una corte americana di nascondere queste atrocità barbariche piuttosto di portarle alla luce mettendo in condizione le famiglie di poter proteggere i loro cari. E' la prima volta che al Vaticano non viene concessa l'immunità negli USA. Forse è vento di cambiamento? Bè per ora c'è solo l'accusa che prossimamente vedremo come si risolverà. Incrociamo le dita!
Intanto un piccolo sunto degli ultimi avvenimenti pedofili da parte del clero:
2 frati di Torino indagati per abusi su minori;
salesiano di Udine denunciato per abusi su minore;
3 vescovi lombardi accusati di coprire a Como sacerdote pederasta;
Sacerdote molestatore lascia parrocchia a Firenze
3 preti pedofili a Fiumicino;
Firenze, Don Cantini, stupratore di minorenni “il caso non è chiuso“.
Amen.
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sabato 22 novembre 2008
Obama, un politico certemente NON all'italiana...

Riporto prima un video dove Travaglio illustra ad AnnoZero la differenza tra la politica e gli uomini voluti dal neo eletto 44esimo Presidente degli Stati Uniti d'America e la nostra politica. Questo video è alquanto interessante per chi, non studiando la politica, a volte ha difficoltà a potersi confrontare con cosa succede nelle democrazie del mondo. Questo video parla del questionario che Obama ha presentato ai propri candidati ad assumere funzioni pubbliche. La lista completa delle domande l'ha trovate qui: clicca qui.
Un'altro "divertente" video è quello riportato immediatamente sotto dove, si vede il comportamento di Obama durante, come ricorderete, il discorso tenuto nel Congresso degli USA da parte di Berlusconi.
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lunedì 17 novembre 2008
mercoledì 5 novembre 2008
L'uomo più potente al mondo è nero, un sogno

Se lo avremmo chiesto sessanta anni fa, chiunque ci avrebbe risposto che era impossibile. Impossibile che un uomo di colore potesse diventare Presidente degli Stati Uniti d'America, quando allora un nero non poteva ambire ai sedili anteriori di un mezzo pubblico. Oggi quello che per molti era un sogno, un utopia, si è avverato.
Sono molto felice di questa vittoria perchè tralasciando l'aspetto politico, la vittoria di Barak Obama è un buon segno di civiltà, euguaglianza e soprattutto di lotta al razzismo.
Tutto quello a cui stiamo assistendo oggi è l'apice di un processo molto lungo di lotta sociale da parte di molti, un cambiamento, iniziato almeno sessanta anni fa. La storia ci insegna che gli uomini che hanno combattuto o che combattono per un'ideale giusto non muoiono MAI invano, un esempio, Martin Luther King.

Martin Luther King fece un discorso che passò alla storia, che oggi mi sento di ricordare e diceva più o meno così:
« I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal" »Oggi non possiamo certamente dire di essere arrivati alla totale mancanza di discriminazione, ma un ulteriore passo in avanti lo abbiamo fatto.
Italiano:
« Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali" »
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mercoledì 22 ottobre 2008
La coerenza della Lega Nord
martedì 29 aprile 2008
Considerazioni sul v2-day e sull'articolo su Panorama di Grillo
Il 25 Aprile il V2-Day è stato un successone. Sono state raccolte circa 1.300.000 firme, mai visto un così alto numero di adesioni in un giorno. Questo nonostante come già avevo precedentemente scritto sulle maggiori testate erano partite campagne di diffamazione del suo autore, Beppe Grillo, oppure sulla non validità delle modalità di raccolta firme.
giovedì 24 aprile 2008
Destra e sinistra tutti daccordo contro Grillo e il V2-Day
martedì 22 aprile 2008
L'economia che uccide attraverso i motori
- il biodiesel, rispetto al gasolio, riduce le emissioni nette di ossido di carbonio (CO) del 50% circa e di biossido di carbonio del 78,45% perché il carbonio delle sue emissioni è quello che era già presente nell'atmosfera e che la pianta ha fissato durante la sua crescita e non, come nel caso del gasolio, carbonio che era rimasto intrappolato in tempi remoti nella crosta terrestre.
- il biodiesel praticamente non contiene idrocarburi aromatici; le emissioni di idrocarburi aromatici ad anelli condensati (es:benzopireni) sono ridotti fino ad un massimo del 71%.
- il biodiesel non ha emissioni di diossido di zolfo (SO2), dato che non contiene zolfo.
- il biodiesel riduce l'emissione di polveri sottili fino ad un massimo del 65%.
- il biodiesel produce più emissioni di ossidi di azoto (NOx) del gasolio; inconveniente che può essere contenuto riprogettando i motori diesel e dotando gli scarichi di appositi catalizzatori.
lunedì 21 aprile 2008
Basta con l'informazione viziata, scendiamo in piazza
Come spero molti di voi sapranno il 25 Aprile 2008 si terrà in oltre 400 piazze d'Italia la manifestazione pensata da Beppe Grillo intitolata Vaffanculo 2 day. Questa volta le richieste sono:
- Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
- Abolizione dell'ordine dei giornalisti
- Abolizione della legge Gasparri
20 anni di amministrazione politica fallimentare, della controversa legge Gasparri del 2003 e della capacità del primo ministro di influenzare il servizio di trasmissione pubblica RAI, un conflitto di interessi tra i più flagranti del mondo.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
sabato 19 aprile 2008
Vergnoso: La differenza tra un italiano e un terrone spiegata all’università
Come sappiamo, la Lega Nord ha ottenuto un grande numero di voti. La Lega è un partito regionale che ha fatto dell'odio il suo vessillo. Odio contro gli extracomunitari e dei meridionali. La cosa interessante è chi ha votato qualcuno che lo odia. Molti fanno confusione sul confine ideologico tra terroni e non. Questo confine finisce la padania.
venerdì 18 aprile 2008
L'uomo-eroe dimenticato dalle istituzioni
mercoledì 16 aprile 2008
Torniamo al Tibet
Sono passati diversi giorni da quando ho parlato del Tibet. Da allora di cose ne sono successe. Le manifestazioni di protesta si sono intensificate ovunque, più volte durante il suo giro del mondo ( vedi immagine ) è stata spenta la torcia olimpica e più volte la si è dovuta difendere in maniera estenuante da parte delle forze dell'ordine. Nonostante questo scenario di forti proteste ovunque essa si sia mossa, nonostante una forte sensibilizzazione da parte dell'intero pianeta alla situazione del Tibet e forte sostegno, ancora oggi nei fatti non è successo nulla.
sabato 5 aprile 2008
Pino Masciari
La prima volta che ho ascoltato la sua storia è stato all'incontro dell'Italia dei Valori del 6 Ottobre 2007 che ho seguito in streaming. Da subito quella storia mi aveva colpito, un pò come la maggior parte delle storie riguardante chi ha avuto il coraggio di denunciare la mafia pagandone serie conseguenze.
Pino Masciari è un ex imprenditore calabrese, che è dovuto scappare dalla sua terra, la Calabria, perchè stufo di pagare il pizzo a ndrangheta e politica. Non voglio aggiungere altre parole perchè questo video spiega tutto nei minimi dettagli:
domenica 30 marzo 2008
Giuseppe Fava
Giuseppe Fava è stato una delle tante vittime di Cosa Nostra, un personaggio, un giornalista che ha passato la sua vita alla lotta alla mafia.
« Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. »
(Pippo Fava. Lo spirito di un giornale. 11 ottobre 1981)
giovedì 27 marzo 2008
Articolo Travaglio
Se in Italia le Authority fossero una cosa seria, ce ne vorrebbe una per la tutela delle parole. Contro gli abusi e le torsioni che subiscono, contro l'immondo mercato che le trasforma in merci buone per tutti gli usi. Esempio: si discute sull'opportunità o meno di nominare Di Pieto ministro della Giustizia, dopo che Veltroni ha detto alla Bignardi che non se ne parla proprio. Ciascuno può pensarla come gli pare, purchè – possibilmente - argomenti il suo pensiero. Non è questo il caso di Polito che ha dichiarato al QN: «Di Pietro ministro di Giustizia in un governo del Pd è inimmaginabile: è come se, sul versante opposto, pensassero a Previti ministro della Giustizia. Previti e Di Pietro sono i due estremi di una guerra tra politica e magistratura, alla quale il Pd si propone di mettere fine». Concentriamoci sulle parole «Previti», «Di Pietro», «estremi», «guerra». Previti è un pregiudicato, condannato definitivamente a 7 anni e mezzo per corruzione giudiziaria, avendo pagato alcuni giudici per comprare due sentenze: la prima procurò all'amico Rovelli un risarcimento non dovuto di 1.000 miliardi dallo Stato; la seconda procurò all'amico Berlusconi la Mondadori, sottratta al proprietario De Benedetti. Di Pietro è un ex pm, noto per aver condotto con alcuni colleghi la più importante indagine anticorruzione della storia d'Europa, facendo condannare 1200 colletti bianchi e salvando il Paese dalla bancarotta finanziaria e morale. Fra Di Pietro non s'è mai occupato di Previti, essendosi dimesso dal pool nel dicembre '94, mentre le indagini sulle toghe sporche iniziarono nell'estate '95. In che senso i due sarebbero gli «estremi di una guerra fra politica e magistratura»? Quale guerra? Dichiarata da chi? Combattuta, vinta, persa, pareggiata da chi? Negli Usa il governatore di New York è l'ex procuratore Rudolph Giuliani, noto per le sue indagini sulla mafia e i colletti bianchi di Wall Street (vedi film con Michael Douglas), che fece arrestare in gran quantità: a qualcuno è mai venuto in mente di paragonarlo ai suoi ex-imputati, di dire che questi e quello sono gli «estremi di una guerra tra mafia/alta finanza e magistratura»? Totò direbbe: «Ma mi faccia il piacere, parli come bada». Sullo stesso tema si esercita un altro gigante del pensiero, Boselli, quello che usa Gesù come testimonial per far rieleggere De Michelis e Bobo Craxi: «Di Pietro è il simbolo della giustizia spettacolo, non può fare il Guacdasigilli». Che significa «giustizia spettacolo»? Di Pietro partecipò forse a show televisivi ai tempi di Mani Pulite? Mai visto in tv, mai dato interviste ai giornali (salvo una, molto generica, a Biagi). Giustizia spettacolo è quella di Cogne, Rignano, Erba, Perugia, Garlasco, cioè dei processi celebrati in tv: Di Pietro i suoi li faceva in aula, infatti i colpevoli venivano scoperti e condannati. Boselli dica che Di Pietro non gli piace perchè ha fatto condannare i suoi migliori amici e lui non se n'è ancora riavuto. Ma che senso ha vaneggiare di «giustizia spettacolo»? Il fatto è che, quando si parla di giustizia, chi non ha argomenti innesta il pilota automatico e dà fiato alla bocca con le solite frasi fatte senza senso. Don Gelmini, imputato di molestie sessuali su dieci ragazzi, ha così commentato la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Temi: «È il risultato della tempesta mediatica che ha accompagnato I'inchiesta». Ma l'inchiesta non è stata accompagnata da alcuna tempesta mediatica, visto che se n'è saputo qualcosa solo quand'era finita. I giornali ne hanno scritto per la notorietà dell'indagato e per la gravità delle accuse: ma questa si chiama cronaca giudiziaria, non tempesta mediatica. E non può essere la causa dell'indagine, visto che è venuta dopo: è l'effetto. Così come la richiesta di rinvio a giudizio è l'effetto dell'indagine, non della cronaca giudiziaria. Sergio Romano, che sulla giustizia non ne ha mai azzeccata una, si arrampica sugli specchi del Corriere a proposito degli evasori in Liechtenstein: a suo avviso c'è stata una «reazione giustizialista di una parte dell'opinione pubblica». Che significa «reazione giustizialista»? E, di grazia, quale sarebbe la reazione appropriata del cittadino che paga le tasse anche per i furboni che occultano il bottino a Vaduz? Dovrebbe chiamare i furboni per complimentarsi? O scrivere ai giudici perché non li disturbino? Ci faccia sapere.


