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martedì 11 novembre 2008

Ulteriore duro colpo alla libertà di informazione


Riporto un'articolo alquanto esaustivo riguardo la nuova ri-proposta di legge che in pratica vuole trasformare i blog in un prodotto editoriale, limitando uno dei mezzi di informazione più democratico e diretto che mai nella storia sia stato creato. Questo blog potrebbe facilmente chiudere, non una grande perdita certamente, ma altri invece lo sarebbero davvero.

Riporto l'articolo:
Roma - Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto "DdL Levi-Prodi", disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l'obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa.

La notizia, scoperta del giurista Valentino Spataro e rilanciata da Punto Informatico, fece scoppiare un pandemonio. Si scusarono e dissociarono i ministri Di Pietro e Gentiloni, ne rise il Times, Beppe Grillo pubblicò un commento di fuoco sul suo blog. Il progetto subì una brusca frenata e dopo un po' le acque si calmarono. Cadde il governo Prodi.

Un anno dopo: novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269).


Minotti ne fa una breve analisi sul proprio blog, marcando le diversità fra il nuovo testo e quello precedente. Abbiamo tuttavia alcune differenze di interpretazione. Diamo insieme un'occhiata ai punti salienti del progetto di Legge per capire cosa possono aspettarsi i navigatori e i blogger italiani:

Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale).

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).

1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.

All'apparenza il comma 3 escluderebbe la maggioranza dei blog dall'obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali. Ma non è così. Ecco alcuni esempi pratici.

Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l'obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l'unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.

Il ragionamento è semplice. L'apposizione di banner è un'attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un'attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina (ricordiamo un caso recente).

Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (interpello) se l'uso di qualche banner rientri nelle attività dell'impresa (ma l'orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).

Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa. Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.

Rockerduck: "Se non cancelli l'articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa."
Paperino: "Ma il mio blog non è una testata!"
Rockerduck: "Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un'impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l'articolo ti denuncio pure per stampa clandestina."
Paperino: "Ok. Sob."

Provate a sostituire "Rockerduck" con "picciotto" e "Paperino" con "cittadino" e il gioco è fatto.

Luca Spinelli
Fonte: punto-informatico.it

PS: combatto insieme alla campagna FreeBlog iniziata da BeppeGrillo e tutti i freeblogger italiani.

mercoledì 29 ottobre 2008

Il valzer del PD



Oggi voglio parlare del PD, Partito Democratico. Il partito di Veltroni e dell'opposizione, anche se non credo rientri in questa schematizzazione.
Qualche giorno fa il PD annunciava la rottura con l'Italia dei Valori perchè quest'ultimo si macchiava di un crimine assai grave, VERA OPPOSIZIONE, la quale ha portato a una crescita del consenso dell'IDV da un 4 e qualcosa percento al 9,1 % degli ultimi sondaggi. Questo ovviamente a discapito anche del PD il quale non facendo opposizione perde sostegno da quell'elettorato critico.

Veltroni giustifica il fatto dicendo che Di Pietro non ha portato avanti gli impegni sotto campagna elettorale, da come potete ascoltare nel video. Ad oggi, fortuna che sia andata così, perchè un gruppo unico avrebbe portato ad una diminuzione dello spazio di manovra in parlamento da parte dell'IDV, lasciando meno libertà di fare una vera opposizione. Poi sarebbe stato un grave errore una fusione di questi due partiti.

Qualche giorno dopo a questa "ferma" decisione di Walter Veltroni ( presidente del PD ) esce il risultato di un nuovo sondaggio il quale affermava che il popolo del PD preferiva di gran lunga l'alleanza con Antonio Di Pietro e la sinistra piuttosto che con l'UDC ( più che comprensibile ).

Bene, detto questo, il valzer della politica fa si che il PD torna indietro nei suoi passi e riabbraccia il suo alleato. Un abbraccio alla giuda, secondo me, perchè non appena potrà cercherà di nuovo di scaricare il suo "alleato".

Ovviamente questo allargamento impressionante del consenso, in soltanto sei mesi, dell'IDV oltre a far tremare il PD, perchè perde costantemente consenso, allo stesso modo gli fa gola per le future elezioni.

Sondaggio popolo PD clicca qui.
Sondaggio crescita IDV clicca qui.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 27 ottobre 2008

Marco Travaglio: passaparola


Ecco la registrazione dell'intervento live. Buona visione.

giovedì 15 maggio 2008

Voce fuori dal coro


Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro tranne un bel GRAZIE.

giovedì 24 aprile 2008

Destra e sinistra tutti daccordo contro Grillo e il V2-Day

Vday
In Italia non si è mai vista un così forte accordo tra le varie correnti politiche e dei loro giornali come nell'attaccare Grillo e il suo V2-Day. Credo che la medaglia d'oro nello screditare vada senza dubbio a "Il Giornale" del fratello del neopremier con un articolo, in sostanza, che critica in maniera non costruttiva e del tutto montata, non riportando fonti attendibili il comico: clicca qui per leggere .
Ovviamente non mancano stoccate da "L'Unità" e "La Repubblica". Unico che sembra riportare un articolo sul prossimo V2-Day e mantenendo una certa serietà è il "Corriere della Sera". 

Ma perchè tutti daccordo? Semplice, l'iniziativa porterebbe gravi conseguenze dal punto di vista economico a tutti i giornali, in quanto si chiede di togliere le sovvenzioni ai giornali. Inoltre l'abolizione della legge Gasparri comporterebbe un ritorno alla legalità, dal punto di vista tv, con il trasferimento sul satellite di "Rete 4" che trasmette abusivamente su frequenze di "Europa 7" da circa 10 anni .
Qualche giorno fa ho scritto un'articolo sulla libertà di stampa in Italia vista da diversi istituti internazionali di monitoraggio e su come questi sottolineano la mancanza di libertà di stampa nel nostro paese. 

Allora forse è il momento di fare qualcosa, di smetterla di regalare soldi ai giornali, di ridare le frequenze tv a chi davvero ha vinto l'appalto e di chiudere l'ordine dei giornalisti che non esiste in nessun altro paese del mondo occidentale, in modo che tutti possano fare informazione. 

Ovviamente tutto questo gli fa paura, allora bisogna trovare un modo per mettere i bastoni tra le ruote per tentare di fermare il tutto. Unico sistema che questi giornalini conoscono è screditare in maniera del tutto ignobile l'iniziativa ma soprattutto colui che la propone, con attacchi da contenuti davvero superficiali per non dire inventati. 

Ma noi che sosteniamo l'iniziativa tiriamo avanti perchè non ci importa quello che dicono questi parrucconi della comunicazione ( utilizzando un termine dei "nostri" politici ) perchè, noi della rete, abbiamo accesso alla libera informazione che noi stessi creiamo. 

Buona firma.

P.S.: gli unici politici che sostengo l'iniziativa sono Antonio Di Pietro e Marco Pannella. 

giovedì 17 aprile 2008

Volontà di popolo ignorata


Come sempre, in Italia la politica fa orecchie da mercante sulle richieste dei cittadini. L'8 Settembre 2007 circa 350000 italiani hanno firmato tre proposte di legge popolare e un altro milione e mezzo sono scesi in piazza per far si che i condannati non possano essere candidati in parlamento. Ovviamente non bisogna ricordare che nei paesi maggiormente democratici come UK, Germania, Francia e/o USA questo è un requisito base a volte scontato. In Italia come tutte le cose buone no.

Ial V-Day di BeppeGrillo e la sua raccolta firme, è stato dimenticato tanto velocemente come è stato oscurato dall'informazione malata. Infatti i parlamentari eletti e condannati non solo sono rimasti ma sono aumentati. Riprendo dall'articolo di Beppe Grillo, Parlamento di recupero i 70 neo eletti sono così ripartiti:

- PDL 45 (proposti 56)
- PD 13 (proposti 18)
- Lega Nord 7 (proposti 8)
- UDC – Rosa Bianca 5 (proposti 9)


Soltanto l'Italia dei Valori ha presentato ed eletto tutti candidati incensurati. La medaglia d'oro va al PDL di Silvio Berlusconi con una schiacciante vittoria. Lasciatemi complimentare con chi ha fatto questa scelta alle urne. 
Io ero uno dei firmatari e come molti altri la voglia di legalità è stata cestinata.
Se guardate la foto noterete uno striscione con scritto: "Ignorateci adesso!!!". 
Bene lo hanno fatto.

martedì 15 aprile 2008

Nuovo scenario: considerazioni post-elettorali


Queste elezioni hanno stupito e non poco. I risultati portano una certa innovazione nel nostro parlamento ma anche un certo rischio.

Inizierei l'analisi con le innovazioni e le cose positive. Senza dubbio una delle novità più gradite è finalmente l'affermazione del bipolarismo e l'uscita dall'assemblea dei piccoli partiti, secondo me insignificanti.
Positiva è anche stata dal punto di vista politico la riaffermazione dell'alternanza politica alla guida del governo che solitamente è sintomo di buona democrazia.
Altra cosa buona sempre dal punto di vista scientifico è la creazione di una maggioranza solida che può portare ad una buona stabilità di governo.
Infine da non sottovalutare l'aumento dei sostenitori dell'Italia dei Valori, partito che ci assicurerà una lotta per la legalità all'interno del parlamento, importanta nei tempi che verranno.

Purtroppo come ho già accennato non è tutto oro quello che luccica. Per prima cosa vediamo come un partito xenofobo, la Lega Nord abbia conseguito un così buon risultato. 
Il voto a favore di questo partito è stato dato forse dall'idea da parte dell'elettorato che egli contrasterà in maniera forte l'immigrazione. Il popolo ha dimostrato che non sopporta più questa situazione di continua insicurezza imputabile soprattutto agli immigrati. La colpa non è certamente dello straniero come molti attaccano ma di una legislazione che non scoraggia di fatto questo fenomeno ad esempio tramite certezza della pena o l'aver lasciato aperte le frontiere in maniera troppo sregolata. Questo la sinistra l'ha pagato duramente.

Sempre parlando di partiti, altra novità, è stata la scomparsa nel parlamento della Sinistra e l'arcobaleno. Concedetemi di dire che Bertinotti ieri sera si è comportato da grande signore. Comunque tornando al partito-coalizione trovo che la loro mancata riconferma, lascia una buona parte dell'elettorato fuori dalla rappresentanza nelle istituzioni. Per La Sinistra e l'arcobaleno credo che il motivo maggiore del loro mancato quorum sia dovuto all'appello del voto utile contro Berlusconi e il fallimento degli obbiettivi nella scorsa legislatura. 

Sono felice del cattivo risultato dell'UDC dimostratosi un partito fortemente colluso con l'illegalità, candidando il maggior numero di condannati. 

Prima ho parlato della positività della grande maggioranza con relativa stabilità di governo. Questo dal punto di vista analitico è perfetto ma porta con se anche un'altra verità. La verità che il premier sarà Silvio Berlusconi. 
Un Silvio Berlusconi colluso con la mafia, piduista che ha fatto della lotto contra la legalità e la magistratura la sua carriera politica e il suo alibi a tutti i suoi atti illegali. 
Già da prima della campagna elettorale aveva annunciato in maniera più o meno velata l'astio verso una magistratura rea di aver svolto il suo compito contro di lui e i suoi amici. Nonostante tutto quello che Berlusconi ha fatto l'Italia non ha aperto ancora gli occhi o forse ha creduto meglio di non farlo. 
Io personalmente mi aspetto un brutto periodo per la democrazia italiana nell'imminente futuro la quale lascerà spazio a leggi ad personam e/o deligittimazione della giustizia e della legalità non che la scomparsa dell'informazione libera che già ora è al quanto fragile.

Tutti insieme dovremmo vigilare attentamento all'attività di questo futuro governo e parlamento perchè sono sicuro che ce ne sarà bisogno e credo che molti di noi saranno pronti, se ce ne sarà bisogno, di scendere in piazza.

ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE

sabato 12 aprile 2008

Condannati in parlamento

La Repubblica ha presentato un articolo dove ha comparato la situazione giuridica dei futuri parlamentari divisi per partiti. 
Bisogna ora fare alcune considerazioni. 
Scontata per me era la totale assenza di condannati all'interno dell'Italia dei Valori, dove sappiamo bene che la lotta per la legalità è il centro nevralgico del loro programma. Infatti sarebbe difficile presentarsi di fronte all'elettorato con dei condannati. Mentre qualcuno ha il coraggio di farlo. 
Seconda annotazione che bisogna fare è l'unione di centro. Bene come vedete dalla tabella è il partito con il più alto di condannati al suo interno. tra i tanti vorrei ricordare Totò Cuffaro ex presidente della Sicilia condannato a cinqua anni.
Bene se ora come me avate come uno dei principi fondamentali della scelta del voto la legalità non potete che fare le vostre considerazioni.

Lega Nord + Popolo delle Libertà: 6,9 + 1,3 
Italia dei Valori + Partito Democratico: 0 + 0,6 

Credo a mio avviso che sarebbe difficile fare la lotta alle organizzazioni mafiose o a favore della legalità quando queste sono all'interno delle istituzioni. 

Ieri Veltroni durante la trasmissione Matrix ha detto una cosa molto interessante riguardo la lotta alla mafia. 
Come spero noi tutti sappiamo, la mafia si arricchisce soprattutto vincendo illegalmente gli appalti pubblici da milioni di euro. Veltroni ha proposto di spostare dai comuni e dalle province le gare di appalto all'interno delle prefetture, dove la possibilità di pressione da parte di queste organizzazioni mafiose sarebbe minore. 
Immagino che questa possa essere una buona ricetta per iniziare a contrastare la mafia, ma sarà davvero adottata ? Staremo a vedere. 

P.S: Ieri sera a Matrix c'erano dei ragazzi ben vestiti che per qualsiasi espressione di Berlusconi lo applaudivano. Avevano un qualcosa di familiare e si vedeva che quegli applausi erano finti. Così oggi cercando nella rete ho trovato che quei ragazzi sono gli stessi protagonisti del video: "meno male che Silvio c'è" . Chissà quanti voti quei finti applausi abbiano spostato. Comunque ecco il video:



mercoledì 9 aprile 2008

Mediaset ed Europa 7


Forse molti di voi non sanno che Rete 4 canale Mediaset, canale di Berlusconi, non può più trasmettere a livello nazionale dal 1999. In quell'anno infatti Europa 7 vince l'appalto per l'assegnazione di frequenze nazionali. Sempre nello stesso anno Rete 4 perde queste frequenze. 
Dal 1999 teoricamente noi non dovremmo più poter vedere Rete 4 a livello nazionale.

Ovviamente la rispettosa delle leggi azienda Mediaset se ne infischia insieme ai Governi D'Alema e Amato. Continua imperterrita a trasmettere Rete 4 a discapito della legittima proprietaria di quelle frequenze Europa 7. 

Europa 7 non si da per vinta quindi fa appello alla Corte Costituzionale, la quale riafferma il diritto di questa emittente nel 2002 con la sentenza n. 466. La quale ribadisce che Retequattro deve dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 dicembre 2003.

Ovviamente il premier di allora Silvio Berlusconi, il quale non era affatto in conflitto di interessi, firma un decreto legge per superare tale termine. Questo in un paese democratico sarebbe bastato per far scendere in piazza l'intera popolazione.

Il Governo Berlusconi nell’aprile del 2004 approva la legge Gasparri, la quale infischiandosene della sentenza della Corte, consente a Retequattro di continuare a trasmettere nonostante non abbia la concessione, mentre Europa 7 viene esclusa ancora una volta. Ancora una volta vi era un buon motivo per scendere in piazza, ma in un paese tenuto in catalessi da questi media era impossibile.

Di questa vicenda se ne occupa addirittura il Parlamento europeo, con relativa bella figura dell'Italia, preoccupato di un'eventuale estensione dell'anomalia italiana nel resto di Europa ( paragonati ad un cancro ). 

Finalmente cambio di governo nel 2006, il quale approva il disegno di legge Gentiloni che, non solo non risolve il problema Europa 7, ma non ne riconosce nemmeno i diritti.Il 30 novembre di fronte alla Corte di Giustizia Europea, il Governo Prodi, tramite l’avvocatura dello Stato, fa propria la posizione del Governo Berlusconi e difende addirittura la legge Gasparri.

Oggi, dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, l'Italia incorre nel rischio di dover pagare una multa salatissima se non risolve questa controversia riguardo le frequenze TV.
In pratica dovremmo pagare noi per mantenere il monopolio illegale televisivo Mediaset.

Per maggiori informazioni su Europa 7: clicca qui

Nonostante questo scempio vergognoso, oggi in campagna elettorale Veltroni neanche ne parla e quale miglior occasione per farlo.
A dare grande risalto al problema è stato prima Beppe Grillo poi divenuta battaglia di Di Pietro dell'Italia dei Valori anche nell'attuale campagna elettorale.
 


Ps: De Gregorio candidato del PDL indagato per concorso in esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio. L'Unità - Corriere della Sera

sabato 5 aprile 2008

Pino Masciari


La prima volta che ho ascoltato la sua storia è stato all'incontro dell'Italia dei Valori del 6 Ottobre 2007 che ho seguito in streaming. Da subito quella storia mi aveva colpito, un pò come la maggior parte delle storie riguardante chi ha avuto il coraggio di denunciare la mafia pagandone serie conseguenze.

Pino Masciari è un ex imprenditore calabrese, che è dovuto scappare dalla sua terra, la Calabria, perchè stufo di pagare il pizzo a ndrangheta e politica. Non voglio aggiungere altre parole perchè questo video spiega tutto nei minimi dettagli:



Ora quest'uomo coraggioso è tornato in Calabria senza scorta per protestare contro le istituzioni che lo hanno lasciato solo. 
Gli hanno ridotto la scorta e dopo undici anni di latitanza ( nonostante è un cittadino onesto ) lo stato non riesce a reinserirlo nella società. 
Con questo articolo volevo sensibilizzarvi un poco riguardo la sua storia, che purtroppo non è un caso isolato. Grazie sempre a questo articolo Pino Masciari è meno solo, grazie a te che ora conosci la sua storia, e questo forse è l'unico modo per tenerlo in vita.

Firma la petizione per dare sostegno a Pino Masciari chiedendo che la sua situazione venga risolta: CLICCA QUI

giovedì 3 aprile 2008

Berlusconi



Vi invito a leggere queste poche righe per farvi vedere che buffone è Berlusconi e come teme Di Pietro:

"Io ho orrore di Di Pietro e lo dico chiaro e forte. Mi fa orrore chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente così" (Silvio Berlusconi, Radio Anch'io, 27 febbraio 2008) 

"Grazie, ma preferisco continuare il mio lavoro in Procura. Molti auguri'. Poche parole e Antonio Di Pietro ha definitivamente confermato il suo rifiuto ad entrare nel governo Berlusconi come ministro degli Interni. Sceso a Roma in gran segreto, il magistrato ha incontrato Berlusconi nello studio dell'avvocato Previti. Due ore di appelli, di lusinghe. Niente da fare. Un po' perché il Pm più amato dagli italiani vuole stare alla larga da impegni politici, un po' forse perché non vuol rischiare l'immagine, dato che proprio lui firmò l'ordine di cattura contro Paolo Berlusconi e proprio lui conduce l'inchiesta sullo scandalo Lentini. Certo è che il suo rifiuto significa una brusca battuta d' arresto sulla via del nuovo governo. Il Cavaliere, che aveva speso tutto il suo charme per corteggiare il giudice, ieri sera appariva abbattuto: 'La strada è in salita, non ne esistono in discesa. Una rosa di nomi per il Viminale? Non ci sono rose, ma solo spine'..." (cronaca del Corriere della Sera, 8 maggio 1994) 

"Sarebbe giusto che un uomo con le qualità di Di Pietro le facesse valere sulla scena politica. La sua discesa in campo potrebbe essere una buona cosa. La sua ansia moralizzatrice è patrimonio di tutti e potrebbe essere utile al Paese. I miei giornali, le mie tv, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite" (Silvio Berlusconi dopo le dimissioni di Di Pietro dal pool di Milano, Ansa, 8 dicembre 1994). 

E' spettacolare la paura che può scatenare un uomo onesto ( fino a prova contraria ) a Berlusconi in parlamento. Io voto Italia dei Valori.

Se conoscete l'inglese, o con l'aiuto del traduttore vi invito a leggere questo articolo: Clicca qui del New York Times, dove si parla di Berlusconi. Sorprendente è la "bella" figura che facciamo all'estero grazie a questa persona. Ecco due domande dell'articolo di cui il giornalista cerca di dare una risposta:

Where did Berlusconi get the vast infusions of capital needed to start his holding company in the 1970’s? Why did a man with known Mafia ties help organize his entrance into politics?

TRADUZIONE GROSSOLANA: Dove Berlusconi ha trovato questi vasti capitali per poter fondare la sua compagnia negli anni '70 ? Perchè un uomo di cui si conoscono i legami con la mafia ha organizzato la sua entrata in politica? 

Ora vi chiedo con quale coraggio si vada alle urne a votare il PDL ? Perchè ci vuole un coraggio maggiore di quello di Ulisse, di Batman e Spiderman messi insieme.


P.s.: Il The Economist dice: 
 - 1°) Perchè Silvio Berlusconi non può condurre l'Italia
 - 2°) Tempo di licenziare Berlusconi

sabato 29 marzo 2008

Chi voterà Marco Travaglio



Chiunque segua SERIAMENTE la politica non può non conoscere Marco Travaglio. Forse il più bravo e serio giornalista italiano. L'unico che ha sempre il coraggio di denunciare quello che succede in Italia, infatti mi chiedo ancora come faccia ad essere vivo... . Divenuto famoso per l'intervista a Satirycon ( programma di Daniele Luttazzi, censurato dal cosidetto "editto bulgaro" di Berlusconi ) dove riportò per la prima volta in televisione le verità sul Cavaliere. Riporto sotto la famosa intervista:


Vabbè dopo questa premessa riporto l'articolo di Travaglio dove indica la sua preferenza elettorale, spiegando in maniera corretta quali sono le motivazioni, criticandone ed elogiandone  il lavoro:

giovedì 27 marzo 2008

Articolo Travaglio


Se in Italia le Authority fossero una cosa seria, ce ne vorrebbe una per la tutela delle parole. Contro gli abusi e le torsioni che subiscono, contro l'immondo mercato che le trasforma in merci buone per tutti gli usi. Esempio: si discute sull'opportunità o meno di nominare Di Pieto ministro della Giustizia, dopo che Veltroni ha detto alla Bignardi che non se ne parla proprio. Ciascuno può pensarla come gli pare, purchè – possibilmente - argomenti il suo pensiero. Non è questo il caso di Polito che ha dichiarato al QN: «Di Pietro ministro di Giustizia in un governo del Pd è inimmaginabile: è come se, sul versante opposto, pensassero a Previti ministro della Giustizia. Previti e Di Pietro sono i due estremi di una guerra tra politica e magistratura, alla quale il Pd si propone di mettere fine». Concentriamoci sulle parole «Previti», «Di Pietro», «estremi», «guerra». Previti è un pregiudicato, condannato definitivamente a 7 anni e mezzo per corruzione giudiziaria, avendo pagato alcuni giudici per comprare due sentenze: la prima procurò all'amico Rovelli un risarcimento non dovuto di 1.000 miliardi dallo Stato; la seconda procurò all'amico Berlusconi la Mondadori, sottratta al proprietario De Benedetti. Di Pietro è un ex pm, noto per aver condotto con alcuni colleghi la più importante indagine anticorruzione della storia d'Europa, facendo condannare 1200 colletti bianchi e salvando il Paese dalla bancarotta finanziaria e morale. Fra Di Pietro non s'è mai occupato di Previti, essendosi dimesso dal pool nel dicembre '94, mentre le indagini sulle toghe sporche iniziarono nell'estate '95. In che senso i due sarebbero gli «estremi di una guerra fra politica e magistratura»? Quale guerra? Dichiarata da chi? Combattuta, vinta, persa, pareggiata da chi? Negli Usa il governatore di New York è l'ex procuratore Rudolph Giuliani, noto per le sue indagini sulla mafia e i colletti bianchi di Wall Street (vedi film con Michael Douglas), che fece arrestare in gran quantità: a qualcuno è mai venuto in mente di paragonarlo ai suoi ex-imputati, di dire che questi e quello sono gli «estremi di una guerra tra mafia/alta finanza e magistratura»? Totò direbbe: «Ma mi faccia il piacere, parli come bada». Sullo stesso tema si esercita un altro gigante del pensiero, Boselli, quello che usa Gesù come testimonial per far rieleggere De Michelis e Bobo Craxi: «Di Pietro è il simbolo della giustizia spettacolo, non può fare il Guacdasigilli». Che significa «giustizia spettacolo»? Di Pietro partecipò forse a show televisivi ai tempi di Mani Pulite? Mai visto in tv, mai dato interviste ai giornali (salvo una, molto generica, a Biagi). Giustizia spettacolo è quella di Cogne, Rignano, Erba, Perugia, Garlasco, cioè dei processi celebrati in tv: Di Pietro i suoi li faceva in aula, infatti i colpevoli venivano scoperti e condannati. Boselli dica che Di Pietro non gli piace perchè ha fatto condannare i suoi migliori amici e lui non se n'è ancora riavuto. Ma che senso ha vaneggiare di «giustizia spettacolo»? Il fatto è che, quando si parla di giustizia, chi non ha argomenti innesta il pilota automatico e dà fiato alla bocca con le solite frasi fatte senza senso. Don Gelmini, imputato di molestie sessuali su dieci ragazzi, ha così commentato la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Temi: «È il risultato della tempesta mediatica che ha accompagnato I'inchiesta». Ma l'inchiesta non è stata accompagnata da alcuna tempesta mediatica, visto che se n'è saputo qualcosa solo quand'era finita. I giornali ne hanno scritto per la notorietà dell'indagato e per la gravità delle accuse: ma questa si chiama cronaca giudiziaria, non tempesta mediatica. E non può essere la causa dell'indagine, visto che è venuta dopo: è l'effetto. Così come la richiesta di rinvio a giudizio è l'effetto dell'indagine, non della cronaca giudiziaria. Sergio Romano, che sulla giustizia non ne ha mai azzeccata una, si arrampica sugli specchi del Corriere a proposito degli evasori in Liechtenstein: a suo avviso c'è stata una «reazione giustizialista di una parte dell'opinione pubblica». Che significa «reazione giustizialista»? E, di grazia, quale sarebbe la reazione appropriata del cittadino che paga le tasse anche per i furboni che occultano il bottino a Vaduz? Dovrebbe chiamare i furboni per complimentarsi? O scrivere ai giudici perché non li disturbino? Ci faccia sapere.