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domenica 4 gennaio 2009
sabato 3 gennaio 2009
L'inadatto presidente
Riporto un articolo del prestigioso quotidiano inglese "The Guardian", dove il giornalista definisce Silvio Berlusconi inadatto alla presidenza del prossimo G8.
"Gordon Brown ha salvato il mondo, Angela Merkel ha salvato il suo budget federale, Jose Manuel Barroso ha salvato la sua carica per un secondo mandato - e Nicolas Sarkozy ha salvato l’Europa. Adesso, mentre un anno orribile sta giungendo al termine fra ancora più terribili previsioni per l’Unione Europea, si fa avanti Silvio Berlusconi.
Ha salvato David Beckham dall’oscurità di Los Angeles aiutandolo ad ottenere un prestito di 10 settimane alla sua squadra di calcio, l’AC Milan - garantendogli accordi con sponsor molto lucrativi e apparizioni su diversi canali televisivi gestiti dal suo impero Mediaset. Avendo compiuto la missione, e’ ora deciso a tutti i costi a salvare l’Italia e, come Gordon, il pianeta.
Il primo gennaio, il giorno in cui Sarko non sarà più ufficialmente il presidente europeo, l’italiano presidente del consiglio (in italiano nel testo, N.d.T.) assumerà il controllo come presidente del G8 e, con illusioni di grandezza da togliere il respiro, è già impegnato a organizzare un vertice fra Barack Obama e il russo Dmitri Medvedev.
Entro marzo, quando l’economia europea sarà probabilmente un disastro, Berlusconi prevede un vertice dei G14 - un’idea originariamente di Sarko per coinvolgere le economie emergenti - sulla “dimensione umana” della crisi finanziaria.
Presumibilmente questo è linguaggio diplomatico che significa crescente debito personale, povertà, disoccupazione, disperazione e tutti e tutto ciò che di solito si associa alla tetraggine invernale di quella che è, potenzialmente, la recessione peggiore dalla seconda guerra mondiale. Specialmente nel suo paese, che è in recessione da due quadrimestri, che affronta un esorbitante aumento della disoccupazione, che vede il produttore di auto Fiat cercare un partner che lo rilevi per uscire dal suo tormento e, che senza l’euro e la Banca Centrale Europea che lui tanto disprezza, sarebbe in bancarotta.
Berlusconi, che ha un capitale personale di circa dieci miliardi di dollari, e che è un architetto di riforme giudiziarie in serie per permettersi l’immunità dalla giustizia, è il leader politico che ha chiamato Obama “abbronzato” e che ha paragonato un deputato tedesco a una guardia di un lager nazista (Kapo).
Il suo contributo al programma europeo di ripresa - un pacchetto-stimolo del valore di 200 miliardi di euro che equivale all’1,5% del prodotto interno lordo - sembra consistere in tagli alle tasse dei suoi sostenitori politici nelle piccole imprese e in sanzioni ridotte per evasori fiscali - equivalenti all’1% del prodotto interno lordo, secondo i politici italiani di opposizione. Il pacchetto è cosi’ irrisorio che la maggior parte degli analisti crede che possa perfino essere una riduzione delle spese.
Adesso il settantaduenne playboy del mondo occidentale vuole diventare il presidente italiano, succedendo all’ex-comunista e leader sindacalista Giorgio Napolitano, un uomo di grande integrità, dopo il 2013. Presumibilmente per la vita, alla Mugabee, e, per perpetua immunita’ contro le azioni giudiziarie, alla Chirac.
Questa è, in tutta serieta’, la persona che, per la rotazione, sarà presidente del G8 l’anno prossimo, quando è possibile che ci sarà un bagno di sangue economico in tutto il mondo.
E’ ora di finirla con questo stupido processo e, come previsto per l’Unione Europea sotto il Trattato di Lisbona ora in stallo, di scegliere un presidente di genuina statura e capacità di visione per dirigere questo organismo per il lungo periodo. E specialmente dato che siamo tutti d’accordo che, come il Consiglio di Sicurezza Europeo e l’IMF/Banca Mondiale, dovrebbe essere permanentemente riformato per includere la Cina, l’India e le restanti economie emergenti.
E’ già abbastanza grave che l’eurotossico Vaclav Klaus, il presidente ceco, diventi capo nominale dell’Unione Europea il primo gennaio (Ok, il suo primo ministro presiederà’ gli incontri). Questa rubrica preferirebbe vedere Sarko realizzare le sue ambizioni di diventare presidente a lungo termine dell’eurogruppo e leader de facto dopo il suo successo iperattivo nel dirigere l’Unione Europea per gli ultimi sei mesi.
Forse potrebbe farsi carico anche del G8/G14 per il resto della sua permanenza in carica all’Eliseo - certo di essere prolungato dopo il 2012 per ulteriori cinque anni secondo il modello corrente. O datela a Tony Blair. A chiunque tranne che all’inadatto Berlusconi, il presidente indiscusso di Tangentopoli 2 (in italiano nel testo, N.d.T.), o città della corruzione, quello che il suo paese nativo e’ nuovamente diventato."
Articolo tradotto da Italiadallestero.info.
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martedì 23 dicembre 2008
Repubblica Democratica del Congo: conclusioni e raccomandazioni a seguito della missione di Amnesty International. Crimini di guerra in corso. Indispe
Riporto un bollettino di Amnesty International sulla situazione nella Repubblica "Democratica" del Congo. La situazione è disastrosa, leggete voi stessi:
Tra novembre e l'inizio di dicembre, una delegazione di Amnesty International ha svolto una missione di ricerca nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), visitando la provincia del Nord Kivu e i campi profughi situati lungo il confine con l'Uganda sud-occidentale.
I delegati di Amnesty International hanno svolto ricerche sulle violazioni dei diritti umani verificatesi nel corso del conflitto e hanno avuto colloqui con alti rappresentanti di tutte le parti coinvolte. In particolare, hanno incontrato esponenti di organizzazioni umanitarie, agenzie delle Nazioni Unite, comandanti delle forze di peacekeeping (tra cui il generale della Monuc, Bipin Rawat) e attivisti locali per i diritti umani. Inoltre, hanno incontrato o intervistato vittime e testimoni delle recenti violazioni dei diritti umani, il comandante delle forze armate regolari della provincia del Nord Kivu, generale Mayala, il capo dei ribelli del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp), Laurent Nkunda, e comandanti delle milizie locali mayi-mayi.
Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani hanno inviato oggi una lettera aperta al Consiglio di sicurezza chiedendo il rafforzamento dell'embargo Onu sulle armi nell'Rdc. La lettera aperta evidenzia l'assenza di procedure con cui la Monuc possa verificare che le forniture militari provenienti da Sudan, Cina e altri paesi e destinate all'esercito regolare, siano utilizzate esclusivamente da quest'ultimo. Le organizzazioni per i diritti umani, inoltre, hanno sollecitato il Consiglio di sicurezza ad assistere il governo dell'Rdc nel compito di professionalizzare le proprie forze armate, evitare la dispersione delle forniture militari e porre fine all'impunità.
Conclusioni della missione di Amnesty International
Le informazioni di prima mano raccolte dalla missione di Amnesty International indicano che nella provincia del Nord Kivu sono in corso crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani. Esse comprendono:
1. Uccisioni illegali di civili, su scala quotidiana
Il 5 novembre a Kiwanja uomini armati del Cndp hanno ucciso decine di civili, prevalentemente di etnia nande e hutu, come rappresaglia per un precedente attacco portato contro la città da parte delle milizie mayi-mayi. Sempre a Kiwanja, il 28 novembre, sono state assassinate sette persone appartenenti al medesimo nucleo familiare.
2. Violenza sessuale
È un fenomeno diffuso che chiama in causa sia le forze governative che i gruppi armati. Uno specialista che cura le sopravvissute allo stupro ha descritto questa come una pratica "istituzionalizzata" tra le forze armate. Le donne stuprate vengono talvolta minacciate di morte se cercheranno assistenza medica. Sia i mayi-mayi che le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr) sequestrano e violentano donne e bambine. Amnesty International ha riscontrato una dimensione etnica dello stupro (che colpisce, cioè, le donne e le bambine della comunità percepita come "opposta"), mentre in ulteriori casi è stato utilizzato come forma di punizione o di rappresaglia. Il fatto che le forze armate regolari e i comandanti dei gruppi armati quasi non prendano alcuna misura per prevenire e punire gli stupri indica che questo crimine viene condonato e implicitamente incoraggiato.
3. Bambini soldato
C'è stata una ripresa dell'arruolamento o del ri-arruolamento dei bambini da parte dei gruppi armati. Molti di essi hanno cercato di nascondersi per evitare il sequestro e il reclutamento. I bambini costituiscono tra il 50 e il 60 per cento dei rifugiati e degli sfollati.
4. Minacce ai difensori dei diritti umani
Molti attivisti per i diritti umani, giornalisti e operatori sanitari continuano a ricevere minacce da parte delle forze armate. Alcuni di essi sono stati costretti a lasciare il paese o a entrare in clandestinità.
5. Situazione umanitaria
La situazione resta disperata per decine di migliaia di sfollati nelle zone di Masisi, Lubero e Rutshuru, dove a causa della violenza in corso gli aiuti umanitari devono ancora arrivare. Anche nei campi profughi nei pressi di Goma, dove gli aiuti sono arrivati, molte persone vivono nel terrore e la protezione fisica è assai scarsa. Vi sono regolari denunce di stupri, saccheggi e sparatorie, spesso ad opera delle forze governative.
A novembre, gli organismi umanitari avevano stimato che circa il 70 per cento della popolazione del Nord Kivu (su un totale di cinque milioni di persone) risultava sfollato o affluito all'interno di campi profughi. Secondo la Monuc, un abitante su quattro della provincia (circa 1.350.000 persone) è stato registrato come profugo. La situazione dei campi profughi e la fornitura degli aiuti variano in base al controllo esercitato sulla zona dai gruppi armati; alcuni campi sono stati distrutti.
6. Esercito regolare
Le forze armate regolari (Fardc) sono le prime responsabili dell'integrità territoriale e della sicurezza ma continuano a commettere gravi violazioni dei diritti umani, come stupri e saccheggi. La disciplina è completamente assente in alcune zone del Nord Kivu, specialmente intorno a Kanyabayonga, dove i soldati si sono dati a prolungati saccheggi, compiendo stupri e uccisioni. Le Fardc sono un amalgama tra le forze del precedente governo e unità di gruppi armati di opposizione. Sono scarsamente addestrate e lacerate da preesistenti lealtà etniche e politiche. Grandi quantità di armi delle Fardc sono finite nelle mani dei gruppi armati.
Al termine della missione, Amnesty International ha ribadito la necessità urgente di un'efficace protezione della popolazione civile del Nord Kivu. Questa al momento risulta l'eccezione piuttosto che la regola, dato che molte comunità vivono ancora nel terrore o si danno alla fuga, nell'assenza di qualsiasi forma visibile di protezione da parte della Monuc. La Monuc, a sua volta, attende ancora l'arrivo dei 3000 peacekeeper aggiuntivi, disposti dal Consiglio di Sicurezza a novembre. Le Nazioni Unite hanno espresso l'auspicio che questa forza possa stabilizzare la regione mentre si svolgono i negoziati politici. Tuttavia, il mandato e la zona di dispiegamento della forza aggiuntiva rimangono ancora da chiarire.
Raccomandazioni di Amnesty International
Il rafforzamento della Monuc è imperativo e urgente. Ogni giorno di ritardo costa vite umane. Lasciare che migliaia di persone si diano alla fuga senza protezione o che le donne e le ragazze nei campi profughi siano esposte alla violenza sessuale è inaccettabile. La Monuc deve diventare più attiva e visibile, soprattutto lungo le strade principali del Nord Kivu, e mantenere una presenza stabile presso le barriere organizzate dalle Fardc e dai gruppi armati lungo quelle vie di comunicazione. Inoltre, deve svolgere pattugliamento all'interno e all'esterno dei campi profughi, soprattutto di notte, così come in modo più ampio di giorno, quando i profughi lasciano i campi per cercare cibo e legna.
Occorre rinnovare la pressione sulla comunità internazionale, sui governi che hanno influenza regionale, sull'esercito nazionale e sui gruppi armati di opposizione affinché cessi il ciclo delle violazioni dei diritti umani. Questo obiettivo dev'essere centrale negli attuali e futuri sforzi diplomatici per fermare i combattimenti e lo stesso inviato speciale del Segretario generale dell'Onu, Olusegun Obasanjo, dovrà tenerne conto nella sua mediazione.
La mediazione in corso dovrà anche proporre e gettare le fondamenta per una soluzione a lungo termine delle cause del conflitto, che preveda pertanto:
* la fine della presenza dell'Fdlr e di altri gruppi armati stranieri nell'est dell'Rdc;
* la fine della proliferazione delle armi e uno stretto controllo sulle forniture di armi in tutto il territorio;
* una piena riforma dell'esercito, per renderlo capace di proteggere tutte le comunità dell'est del paese in modo neutrale e nel pieno rispetto dei diritti umani. Gli appartenenti alle forze armate sospettati di crimini di guerra o di altre gravi violazioni dei diritti umani dovranno essere immediatamente rimossi da ogni posizione di comando nell'esercito e nelle altre forze di sicurezza;
* la fine dell'impunità e lo sviluppo di meccanismi nazionali di giustizia con lo specifico mandato di indagare e svolgere processi sulle violazioni dei diritti umani commesse nell'Rdc a partire dal 1994.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 15 dicembre 2008
Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it
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martedì 16 dicembre 2008
Il Canada non è una democrazia
Molti credono che il Canada sia un paese democratico, sviluppato e civilizzato. Non è vero. In Canada c'è stato e continua ad esserci, in certo modo, lo sterminio dei Nativi Americani. Bambini uccisi, maltrattati e torturati. Chi sono i colpevoli? Governo, chiese ( cattolica, anglicana, chiesa unita ) e RCMP. Si parla non di semplici uccisioni, ma di un vero e proprio GENOCIDIO RAZZIALE.
Qualcuno di voi leggendo queste parole dirà che sono un folle e un visionario, bene vi invito a guardare questo documentario pieno di testimonianze agghiaccianti per una vicenda raccapricciante:
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venerdì 12 dicembre 2008
11 Settembre, fatevi anche voi un'idea.

Scrivo questo articolo su un tema su cui si è parlato e su cui si parlerà sempre. In questo articolo vorrei partire da un documentario ( chiamiamolo pro-cospirazionistico ), a mio parere, ben curato di ArcorisTV. Il video è questo sotto riportato, in formato windows media player:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=4838&ext=_big.wmv
Oppure questo però in formato RealPlayer:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=4838&ext=_big.ram
Per dare spazio anche a chi pensa che non ci sia nessuna cospirazione, dando a voi la possibilità di criticare l'uno e l'altro riporto questo video:
E riporto anche questo sito, il quale vuole smontare alcune tesi e teorie cospirazionistiche:
http://undicisettembre.blogspot.com/
Ed infine un'altro video di risposta al giornalista antibufala Paolo Attivissimo ( anti-cospirazionistico ) co-autore anche di un libro ( 11/9 la cospirazione impossibile ) sull'undici Settembre:
Ma se è vero che la verità è sempre nel mezzo, in questo caso non basterebbe per scandalizzarsi?!
Consiglio inoltre di guardare il film-documentario del giornalista Michael Moore intitolato Fahrenheit 9/11 del 2004. ( Qui potete leggere di cosa si tratta: clicca qui )
Ora credo di avervi dato abbastanza materiale su cui riflettere e su cui tirare le vostre conclusioni. Io l'ho fatto.
Buono studio.
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mercoledì 3 dicembre 2008
Chiesa cattolica: barbara, assassina e pedofila

Apprendo oggi con grande rammarico ma non certo con stupore che il Vaticano si è schierato contro la proposta della Francia di depenalizzare, tramite l'ONU, l'omosessualità nel mondo.
Ovviamente sono sicuro che oltre l'Italia nessun altro paese democratico darà ascolto a quelle parole.
Questa proposta parte da una situazione a livello mondiale davvero incredibile. In paesi come Benin, Angola, Botswana, Iran e Burindi i gay vengono uccisi per legge dopo essersi presi circa 70 frustrate. In Sudan, Mauritania e Nigeria vengono lapidati. In Camerun e Uganda la condanna di un gay è all’ergastolo. In Kenya, Lesotho, Malawi e Zimbabwe l’ergastolo è riservato soltanto ai gay maschi e solo quando è stata accertata la consumazione dell´atto. In Cina l'omosessualità è vista come anormale ed inaccettabile.
E questi ecclesiasti sarebbero i profeti della parola di Dio? Questi vogliono diffondere l'amore? MI VERGOGNO PER CHI CREDE ANCORA A QUESTO ORDINE.
Ora vorrei spendere altre due parole su questo ordine. Per chi di voi non lo sa esiste un documentario dove si parla della pedofilia all'interno della chiesa cattolica, OVVIAMENTE CENSURATO IN ITALIA.
Questo documentario, di cui ve ne avevo parlato qui, portava alla luce come l'attuale Papa Ratzinger chiamò l'attenzione dei prelati a tecniche di insabbiamento, quando qualcuno scopriva un ecclesiasta pedofilo.
Bene oggi con mia grande FELICITA' e speranza nella giustizia scopro che Papà Ratzinger è stato accusato da una corte americana di nascondere queste atrocità barbariche piuttosto di portarle alla luce mettendo in condizione le famiglie di poter proteggere i loro cari. E' la prima volta che al Vaticano non viene concessa l'immunità negli USA. Forse è vento di cambiamento? Bè per ora c'è solo l'accusa che prossimamente vedremo come si risolverà. Incrociamo le dita!
Intanto un piccolo sunto degli ultimi avvenimenti pedofili da parte del clero:
2 frati di Torino indagati per abusi su minori;
salesiano di Udine denunciato per abusi su minore;
3 vescovi lombardi accusati di coprire a Como sacerdote pederasta;
Sacerdote molestatore lascia parrocchia a Firenze
3 preti pedofili a Fiumicino;
Firenze, Don Cantini, stupratore di minorenni “il caso non è chiuso“.
Amen.
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martedì 25 novembre 2008
La coerenza di Silvio

Davvero interessante questo articolo comparso su Vanity Fair anche se la fonte non è delle più autoritarie dal punto di vista politico. L'articolo però in poche righe chiarifica bene la posizione del nostro presidente del consiglio (scritto appositamente minuscolo):
Vanity Fair, 20 novembre 2008
Una della meravigliose qualità di Silvio Berlusconi è che non avendo opinioni, le ha tutte. E’ contemporaneamente filo americano e filo russo, sta con l’Europa, ma sta anche con i celti orobici della Lega che sono contro. E’ amico contemporaneamente dei cinesi e del Dalai Lama. Ai vertici internazionali difende i diritti umani. Ma se li scorda quando atterra a Tripoli per finanziare con 5 miliardi di euro la dittatura del suo amico Gheddafi. E’ per “il ritorno all’etica nella finanza”. Ma ha preteso la depenalizzazione del falso in bilancio per scampare a un po’ di processi.
Quando sta alla Casa Bianca è capace di travolgere il palchetto pur di baciare George W. Bush che resta immobile a guardarlo allarmato. Quando è nel gelido Cremlino si scalda con il colbacco e con gli abbracci a Putin e Medvedev, amici suoi, critica lo scudo spaziale americano, “una provocazione”, difende i carri russi in Georgia, sostiene che la tragedia cecena sia un’invenzione. Di fianco al leader turco Erdogan dice che l’Europa non sarà completa fino all’ingresso della Turchia, e lui si batterà per il popolo turco. Ma quando va all’Eliseo, dove abita il marito di Carla Bruni che i turchi in Europa non vuol farli neanche avvicinare, lui dice che niente lo divide dal suo amico Sarkozy.
Un volta l’ingegner Carlo De Benedetti, di ritorno da Londra dove aveva incontrato il primo ministro Tony Blair, raccontava lo stupore del leader britannico per il perenne sorriso di Silvio ai tavoli delle consultazioni: “E’ sempre d’accordo su tutto. Non chiede mai nulla”. Ma a pensarci bene: perché non dovrebbe sorridere, visto che gli stiamo dando (e si sta prendendo) tutto?
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sabato 22 novembre 2008
Obama, un politico certemente NON all'italiana...

Riporto prima un video dove Travaglio illustra ad AnnoZero la differenza tra la politica e gli uomini voluti dal neo eletto 44esimo Presidente degli Stati Uniti d'America e la nostra politica. Questo video è alquanto interessante per chi, non studiando la politica, a volte ha difficoltà a potersi confrontare con cosa succede nelle democrazie del mondo. Questo video parla del questionario che Obama ha presentato ai propri candidati ad assumere funzioni pubbliche. La lista completa delle domande l'ha trovate qui: clicca qui.
Un'altro "divertente" video è quello riportato immediatamente sotto dove, si vede il comportamento di Obama durante, come ricorderete, il discorso tenuto nel Congresso degli USA da parte di Berlusconi.
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venerdì 21 novembre 2008
Emergency, una delle tante sue iniziative

Riporto una mail arrivatami da Emergency, dove viene raccontata una delle tante storie della loro azione di aiuto no-profit e di volontariato, in una delle tante parti di quella povera martoriata terra chiamata Africa:
"La nostra idea di pace" in questi giorni e' anche nelle corsie del
Centro Salam.
Una babele di lingue, etnie, storie, un vociare di bambini che corrono
per i corridoi facendo impazzire tutti. Eritrei, etiopi, sudanesi,
centrafricani e, tra poco, sierraleonesi e ruandesi.
Il Centro Salam e' ormai in grado di effettuare quattro interventi
quotidiani e l'ospedale e' in un fermento indescrivibile.
Vado a trovare Fanne', la bimba centrafricana che avevo accompagnato
all'aeroporto lo scorso settembre; e' appena stata operata. Sta bene
ma si muove ancora con difficolta', ostacolata dai drenaggi e dalla
ferita fresca dell'operazione. Viene da un piccolo villaggio alla
periferia di Bangui, parla soltanto Sango (la lingua del Centrafrica),
ma il suo sorriso le e' sufficiente a farsi capire. La sua malattia e'
stata scoperta per caso da un medico locale e per caso ha potuto
imboccare la via del Salam. Il Centrafrica a una bambina malata come
Fanne' non avrebbe potuto offrire alcuna possibilita' di cura.
La saluto in sango: "Baramo'!". E' felice di sentire una parola a lei
familiare e risponde in un arabo stentato: "Tamam" (tutto bene).
E' il gioco di tutti i giorni, poi il nostro dialogo verbale si ferma
qui per lasciare spazio ai gesti. Mi prende per mano e mi accompagna a
fare una passeggiata per il corridoio della corsia. Saluta quelli che
incontra stringendo la mano e ringraziandoli, quasi a volermi
dimostrare che conosce tutti in ospedale. Con gli altri bambini
ricoverati comunica a sorrisi, le basta.
Chissa' che cosa le passa per la mente, chissa' come appare questo
posto a lei che proviene dal centro dell'Africa, da uno dei paesi piu'
poveri del mondo dove esistono due cardiologi per quattro milioni di
abitanti e nemmeno un ecografo.
La sua e' una delle mille storie di questo ospedale e ha una sola cosa
in comune con tutte le altre: per Fanne' questa e' l'unica
opportunita' di vita contro un destino segnato.
"La nostra idea di pace" e' tutta qui: in questo pezzo d'Africa in via
di guarigione.
Per informazioni sul Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan:
http://www.emergency.it/menu.php?A=002&SA=030&P=019&ln=It
Per sostenere le attivita' di Emergency:
http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=021&ln=It
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venerdì 7 novembre 2008
Berlusconi e la sua capacità diplomatica

Ogni volta stento a credere a quello che leggo. Berlusconi non perde mai occasione per trovare un modo di mettere noi e lui in ridicolo difronte al mondo.
L'ultima affermazione incriminata è stata quella sul neoeletto Presidente degli Stati Uniti. Qualcuno la troverà, forse, divertente ma non certamente io. E' una battuta infelice nonchè con un retrogusto di razzismo.
Riporto la traduzione dell'articolo comparso sul giornale inglese The Telegraph ( Clicca qui per versione inglese ).
Giovedì il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha offerto un esagerato ma bizzarro tributo al nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, descrivendolo come “giovane, bello e anche abbronzato”.
Berlusconi, un ex cantante da crociera che non va mai in giro senza la sua abbronzatura, è famoso per le sue battute talvolta inappropriate.
In un intervento durante una visita di stato in Russia, ha detto di voler tentare di migliorare i rapporti tra il presidente russo Dmitry Medvedev e il nuovo leader americano.
“Non vedo problemi per Medvedev nello stabilire buoni rapporti con Obama, che è anche bello, giovane e abbronzato”, ha detto.
L’osservazione del settantaduenne magnate dei media ha suscitato rabbia e derisione nel suo paese e La Repubblica, uno dei più grandi giornali italiani, ha commentato: “Giusto in tempo, ecco la prima gaffe sensazionale”.
Un parlamentare dell’opposizione, Dario Franceschini, ha chiesto al Presidente del Consiglio di scusarsi con il neo-presidente Obama.
“Si dimentica che le sue parole trasmettono all’estero l’immagine del nostro paese. Dire che il presidente degli Stati Uniti è giovane, bello e abbronzato suona, alle orecchie del mondo intero, come un insulto carico di pericolosa ambiguità”. Berlusconi ha accusato i suoi detrattori di essere degli “imbecilli” e di non avere senso dell’umorismo.
L’affarista miliardario è tanto conosciuto per le sue gaffes quanto per la sua abbronzatura permanente, il trapianto di capelli e la chirurgia plastica.
Durante il suo primo incontro con il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen, nel 2002, si è complimentato con lui usando le seguenti parole: “Rasmussen non è solo un ottimo collega, ma anche il Primo Ministro più bello d’Europa”.
Ed ha aggiunto: “Ha così un bell’aspetto che sto addirittura pensando di presentarlo a mia moglie”.
Nel 2005 ha fatto scoppiare un piccolo incidente diplomatico insinuando di aver fatto la corte alla Presidente finlandese Tarja Halonen per assicurarsi il suo appoggio affinchè l’Italia ospitasse l’European Food Safety Authority.
“Ho dovuto usare tutte le mie strategie da playboy, anche se era da tempo che non le sfoderavo”, ha detto, costringendo Helsinki a chiamare in causa l’ambasciatore italiano per ottenere spiegazioni.
Come sempre, grazie grazie grazie a voi che lo avete scelto.
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mercoledì 5 novembre 2008
L'uomo più potente al mondo è nero, un sogno

Se lo avremmo chiesto sessanta anni fa, chiunque ci avrebbe risposto che era impossibile. Impossibile che un uomo di colore potesse diventare Presidente degli Stati Uniti d'America, quando allora un nero non poteva ambire ai sedili anteriori di un mezzo pubblico. Oggi quello che per molti era un sogno, un utopia, si è avverato.
Sono molto felice di questa vittoria perchè tralasciando l'aspetto politico, la vittoria di Barak Obama è un buon segno di civiltà, euguaglianza e soprattutto di lotta al razzismo.
Tutto quello a cui stiamo assistendo oggi è l'apice di un processo molto lungo di lotta sociale da parte di molti, un cambiamento, iniziato almeno sessanta anni fa. La storia ci insegna che gli uomini che hanno combattuto o che combattono per un'ideale giusto non muoiono MAI invano, un esempio, Martin Luther King.

Martin Luther King fece un discorso che passò alla storia, che oggi mi sento di ricordare e diceva più o meno così:
« I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal" »Oggi non possiamo certamente dire di essere arrivati alla totale mancanza di discriminazione, ma un ulteriore passo in avanti lo abbiamo fatto.
Italiano:
« Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali" »
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martedì 4 novembre 2008
Riscriviamo il futuro insieme: Save the children

Riporto una mail di Save the Children:
Cara Amica/ Caro Amico,
ad oggi la nostra campagna SMS per Riscriviamo il futuro ha raccolto più di 345.000 Euro. Questo significa che possiamo garantire l’istruzione a centinaia di bambini che oggi non vanno a scuola. Pensa che con circa 10.000 euro è possibile costruire un’aula scolastica in Sud Sudan, fornita di banchi, sedie e materiale didattico.
Fino ad ora, solo per fare un esempio, potremmo realizzare ben 34 classi!
Ma restano moltissimi i minori senza la possibilità di avere un’educazione. Aiutaci a raggiungere la quota di 500.000 Euro.
Manda subito un sms al 48545 e chiedi ai tuoi amici e familiari di fare altrettanto.
Riscriviamo il futuro di tanti bambini a partire da adesso.
Grazie infinite,
firma Valerio Neri
Direttore Generale
Save the Children Italia Onlus
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sabato 1 novembre 2008
Greenpeace e “Energy [R]evolution 2008"
Riporto la lettera arrivatami da Greenpeace:
Cari amici,
possiamo cambiare il nostro modo di produrre e consumare energia. La prossima settimana verrà eletto il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Con un aiuto ‘storico’, abbiamo realizzato un video con le parole che vorremmo venissero presto pronunciate: “Energy Revolution”! Guarda il video qui accanto: è in inglese ma presto sarà disponibile la versione on i sottotitoli in italiano.
Il lancio internazionale del rapporto “Energy [R]evolution 2008" segue la conclusione del tour contro il carbone dell'Arctic Sunrise in Italia. La vera alternativa ai combustibili fossili, infatti, è puntare su fonti rinnovabili ed efficienza energetica. In questa fase di crisi economica, la necessità di sostenere in tutto il mondo una “rivoluzione energetica” pulita è più urgente che mai. Per questo vogliamo informare e coinvolgere quanto più possibile, utilizzando anche il web e il mailing, dato lo scarso interesse dimostrato dai media tradizionali a riguardo.
A questo proposito, per quanti di voi abbiano letto il “Corriere della Sera” del 27.10.08, con il resoconto della nostra azione di Genova, ci teniamo a precisare che l’onorevole Ermete Realacci ha scritto a Paolo Mieli per contestare il titolo della sua intervista: “Caro Direttore, il ‘Corriere’ pubblica oggi una legittima e corretta sintesi di una lunga conversazione avuta ieri con Giovanna Cavallari. Viene, però, virgolettato il titolo ‘Ecoguerrieri senza visione del futuro’ che non corrisponde assolutamente né alle cose da me dette né a ciò che penso delle attività di Greenpeace. Cordialmente, Ermete Realacci”.
Secondo lo scenario “Energy [R]evolution” è possibile fermare la crescita delle emissioni di gas serra al 2015, se si investirà subito in rinnovabili ed efficienza energetica. Affrontare il cambiamento climatico attraverso una "rivoluzione energetica" pulita permetterebbe di risparmiare circa 14mila miliardi di euro nella spesa in combustibili fossili, oltre a sostenere l'occupazione. Greenpeace stima che i costi addizionali per l'utilizzo del carbone nel mondo – da oggi fino al 2030 – saranno pari a 15.900 miliardi di dollari, più di quanto necessario per avviare una rivoluzione energetica pulita.
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lunedì 27 ottobre 2008
Repubblica Democratica del Congo e il grande silenzio

Ogni tanto come sapete, voi che seguite il blog, mi interesso anche di quello che accade fuori l'Italia. Quello di cui tratto oggi è qualcosa di raccapricciante, della quale non riesco neanche ad immaginare. Mentre vi parlo sto male. Sto male perchè cose del genere non dovrebbero accadere ma purtroppo accadono e nessuno sa niente.
Nella Repubblica Democratica del Congo da diversi anni a questa parte sta susseguendosi una serie infinita di crimini sulle donne. Il Congo è un ricchissimo stato il quale è dilaniato da cruente guerre civili che vedono come obbiettivo appunto la predominanza in una terra tanto ricca.
Il Congo citando dall'enciclopedia:
The Congo is the world's largest producer of cobalt ore,[9] and a major producer of copper and industrial diamonds. It has significant deposits of tantalum, which is used in the fabrication of electronic components in computers and mobile phones
Traduzione grezza: Il Congo è il più grande produttore al mondo di cobalto grezzo, e maggiore produttore di rame ed industria di diamanti. Ha inoltre un significativo deposito di tantalio, il quale è usato per fabbricare componenti elettronici per computer e telefonini.
Vittime di queste guerre sono, soprattutto, le donne, le quali sono violentate CON FUCILI poi rapate a zero e perchè no, riviolentate.
Le donne hanno poi due scelte, la prima raccontare la violenza, il che significherebbe l'abbandono da parte dei mariti e dei familiari, la seconda tacere e lasciarsi logorare da questa violenza.
In Congo ( nella repubblica democratica, esistono due conghi ) c'è uno dei più grandi reggimenti ONU con 17000 soldati. I quali non muovono un dito nonostante dovrebbero essere li per proteggere la popolazione. Volendo essere maliziosi, si potrebbe dire che i soldati sono li per garantire le risorse minerarie, di questa ricca terra, alle grandi nazioni o alle grandi multinazionali. Ovviamente è una supposizione ma credo non troppo errata.
Fortunatamente c'è qualcuno che cerca di aiutare queste povere donne: Social Aid For the Elimination of Rape (SAFER) .
Ognuno di noi può mettersi in contatto con questa associazione, se si vuole in qualche modo partecipare.
Da parte nostra credo che già passando parola sia un piccolissimo aiuto, perchè se tutti ne parlassero e se l'opione pubblica mondiale si concentrasse un'attimo su questa tematica, qualcosa si potrebbe fare. Quindi PASSATE PAROLA e INFORMATE.
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sabato 31 maggio 2008
Nucleare, l'energia del futuro
Ecco a voi l'energia del futuro, quella sbandierata da questo governo e una parte dell'opposizione. Come la definisce Travaglio, un placebo. Riporto le parole di Travaglio:
L'annuncio del nucleare: "Avremo quattro nuove centrali nucleari". Nessuno fa caso al fatto che le avremo forse fra quindici anni, che quando nasceranno saranno già vecchie o morte perché useranno tecnologie di terza generazione mentre in tutto il mondo si sta già parlando della quarta generazione. Non si sa dove mettere le scorie. Perché noi le riforme le facciamo a costo zero, senza prevedere le conseguenze di quello che facciamo. Tutto ciò ammesso e non concesso che poi queste centrali nascano perché pare che costino circa 30 miliardi, che ci daranno un'energia costosissima e assolutamente fuori mercato e alla fine, se anche nascessero, coprirebbero il 7% del nostro fabbisogno energetico. Insomma, un altro annuncio buttato all'aria che tutti prendono sul serio, ma che probabilmente non si realizzerà.
È tutto finto.
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Qualcuno di voi dirà che quella centrale di Chernobyl era tenuta male e non ha niente da dire con le nuovissime centrali. Certo però ogni tanto mi chiedo cosa succederebbe se nell'appalto di costruzione vi passasse la mafia... Vabbè la mia è solo una supposizione, lo sappiamo tutti, i grandi appalti la mafia non riesce mai a vincerli.
Chernobyl:
mercoledì 23 aprile 2008
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