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sabato 3 gennaio 2009

L'inadatto presidente


Riporto un articolo del prestigioso quotidiano inglese "The Guardian", dove il giornalista definisce Silvio Berlusconi inadatto alla presidenza del prossimo G8.

"Gordon Brown ha salvato il mondo, Angela Merkel ha salvato il suo budget federale, Jose Manuel Barroso ha salvato la sua carica per un secondo mandato - e Nicolas Sarkozy ha salvato l’Europa. Adesso, mentre un anno orribile sta giungendo al termine fra ancora più terribili previsioni per l’Unione Europea, si fa avanti Silvio Berlusconi.
Ha salvato David Beckham dall’oscurità di Los Angeles aiutandolo ad ottenere un prestito di 10 settimane alla sua squadra di calcio, l’AC Milan - garantendogli accordi con sponsor molto lucrativi e apparizioni su diversi canali televisivi gestiti dal suo impero Mediaset. Avendo compiuto la missione, e’ ora deciso a tutti i costi a salvare l’Italia e, come Gordon, il pianeta.
Il primo gennaio, il giorno in cui Sarko non sarà più ufficialmente il presidente europeo, l’italiano presidente del consiglio (in italiano nel testo, N.d.T.) assumerà il controllo come presidente del G8 e, con illusioni di grandezza da togliere il respiro, è già impegnato a organizzare un vertice fra Barack Obama e il russo Dmitri Medvedev.
Entro marzo, quando l’economia europea sarà probabilmente un disastro, Berlusconi prevede un vertice dei G14 - un’idea originariamente di Sarko per coinvolgere le economie emergenti - sulla “dimensione umana” della crisi finanziaria.
Presumibilmente questo è linguaggio diplomatico che significa crescente debito personale, povertà, disoccupazione, disperazione e tutti e tutto ciò che di solito si associa alla tetraggine invernale di quella che è, potenzialmente, la recessione peggiore dalla seconda guerra mondiale. Specialmente nel suo paese, che è in recessione da due quadrimestri, che affronta un esorbitante aumento della disoccupazione, che vede il produttore di auto Fiat cercare un partner che lo rilevi per uscire dal suo tormento e, che senza l’euro e la Banca Centrale Europea che lui tanto disprezza, sarebbe in bancarotta.
Berlusconi, che ha un capitale personale di circa dieci miliardi di dollari, e che è un architetto di riforme giudiziarie in serie per permettersi l’immunità dalla giustizia, è il leader politico che ha chiamato Obama “abbronzato” e che ha paragonato un deputato tedesco a una guardia di un lager nazista (Kapo).
Il suo contributo al programma europeo di ripresa - un pacchetto-stimolo del valore di 200 miliardi di euro che equivale all’1,5% del prodotto interno lordo - sembra consistere in tagli alle tasse dei suoi sostenitori politici nelle piccole imprese e in sanzioni ridotte per evasori fiscali - equivalenti all’1% del prodotto interno lordo, secondo i politici italiani di opposizione. Il pacchetto è cosi’ irrisorio che la maggior parte degli analisti crede che possa perfino essere una riduzione delle spese.
Adesso il settantaduenne playboy del mondo occidentale vuole diventare il presidente italiano, succedendo all’ex-comunista e leader sindacalista Giorgio Napolitano, un uomo di grande integrità, dopo il 2013. Presumibilmente per la vita, alla Mugabee, e, per perpetua immunita’ contro le azioni giudiziarie, alla Chirac.
Questa è, in tutta serieta’, la persona che, per la rotazione, sarà presidente del G8 l’anno prossimo, quando è possibile che ci sarà un bagno di sangue economico in tutto il mondo.
E’ ora di finirla con questo stupido processo e, come previsto per l’Unione Europea sotto il Trattato di Lisbona ora in stallo, di scegliere un presidente di genuina statura e capacità di visione per dirigere questo organismo per il lungo periodo. E specialmente dato che siamo tutti d’accordo che, come il Consiglio di Sicurezza Europeo e l’IMF/Banca Mondiale, dovrebbe essere permanentemente riformato per includere la Cina, l’India e le restanti economie emergenti.
E’ già abbastanza grave che l’eurotossico Vaclav Klaus, il presidente ceco, diventi capo nominale dell’Unione Europea il primo gennaio (Ok, il suo primo ministro presiederà’ gli incontri). Questa rubrica preferirebbe vedere Sarko realizzare le sue ambizioni di diventare presidente a lungo termine dell’eurogruppo e leader de facto dopo il suo successo iperattivo nel dirigere l’Unione Europea per gli ultimi sei mesi.
Forse potrebbe farsi carico anche del G8/G14 per il resto della sua permanenza in carica all’Eliseo - certo di essere prolungato dopo il 2012 per ulteriori cinque anni secondo il modello corrente. O datela a Tony Blair. A chiunque tranne che all’inadatto Berlusconi, il presidente indiscusso di Tangentopoli 2 (in italiano nel testo, N.d.T.), o città della corruzione, quello che il suo paese nativo e’ nuovamente diventato."

Articolo tradotto da Italiadallestero.info.

sabato 13 dicembre 2008

Appello Fini-Travaglio


Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.

Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).

Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.

Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).

Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avvallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.

Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.

Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.

Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

Massimo Fini
Marco Travaglio

Ps: Devo fare una precisazione. La Costituzione non è emandabile in ogni sua parte. La costituzione ha alcuni principi che non possono essere modificati o cancellati. Abbiamo, fortunatamente, un organo chiamato Corte Costituzionale, quarto potere dello stato, che è incaricata di difende la nostra principale fonte del diritto.

martedì 2 dicembre 2008

Rispetto dei patti sull'inquinamento


Come molti di voi saprà il governo Berlusconi non vuole rispettare i tetti sull'inquinamento. L'Italia come sempre si ritrova ad essere il fanalino di coda di tutto quello che può essere virtuoso. Sono talmente lungimiranti i nostri politici che oltre a non limitare l'inquinamento non favoriscono il rinnovabile, parlando ancora di VECCHI STRUMENTI QUALI IL NUCLEARE. La nostra nazione potrebbe sfruttare l'energia fotovoltaica, l'energia idroelettrica, l'energia marina, l'energia eolica. E di cosa parliamo? Nucleare. La stristezza mi assale.

Greenpeace sta portando avanti in questi giorni una campagna a favore delle sanzioni da imporre ai marchi automobilistici uccidi ambiente quali Mercedes, BMW e Volkswagen. Questi marchi hanno il più alto tasso di emissione di CO2.

Interessante notare come il nostro ministro dell'"ambiente", sfavorevole alle sanzioni, Stefania Prestigiacomo l'altro giorno mentre gli attivisti di Greenpeace giravano lo spot sotto riportato lei si avvicinò proprio con un'auto Mercedes.
Perchè stupirsi, voi vi chiederete, conosciamo tutti il fatto che quella carica da ministro dell'ambiente non è assunta per una sua particolare devozione all'ambiente oppure per una sua conoscenza approfondita della materia.
Tutt'altro la sua carica rientra in una semplice divisione delle poltrone.
DA SOTTOLINEARE POI COME LA PRESTIGIACOMO era titolare da un'azienda, cito da wikipedia, la quale azienda
Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.

La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite. Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio.


Spero ogni giorno di aprire gli occhi a chi vota PDL, ma so che ogni speranza è vana, perchè fidarsi di chi riporta fatti e fonti invece di fidarsi di chi parla a vanvera, senza nessun fondo di verità in televisione? Ovvio che ci si fida della televisione.

Ecco il video-spot di Greenpeace:



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mercoledì 26 novembre 2008

La Magistratura chiede aiuto ai caschi blu


Ora d'aria
l'Unità, 24 novembre 2008

Ha fatto scalpore l’appello dell’Associazione magistrati al relatore speciale per i Diritti umani dell’Onu, Leandro Despouy, perché prenda posizione sui continui attacchi del governo italiano (ma non solo) alle toghe inquirenti e giudicanti. Le meglio firme del bigoncio, da Mattia Feltri sulla Stampa a Pigi Battista sul Corriere, hanno ironizzato sull’iniziativa. Per Feltri jr. la storia della “Toga Rossa” che invoca “i Caschi Blu” sarebbe “umoristica” e inedita, “gente come la Paciotti e Bruti Liberati mai si sarebbe sognata l’appello all’Onu”. Per Cerchiobattista, l’Anm soffrirebbe addirittura di “smania contagiosa del gesto eclatante”, “zelo allarmistico”, “lancinante nostalgia per un’epoca che si è chiusa”. E l’“appello sconclusionato” sarebbe una “sfida al buon senso” col “singolare coinvolgimento dell’Onu nelle vicende politiche italiane”, “ultimo residuo di una guerra tra politica e magistratura”, “rituale stanco della retorica reducistica” di una magistratura che pretende di “recitare la parte del contropotere militante nei confronti della politica”, “riluttante a rientrare nei ranghi” dopo aver “posto la pietra tombale sulla Prima Repubblica condizionando pesantemente la Seconda”.

Evidentemente questo Battista è appena atterrato da Marte, dunque non può sapere che le indagini sulla Prima Repubblica e su molti esponenti della Seconda dipendono dal fatto che molti politici italiani rubano e in Italia, come nel resto del mondo, la magistratura ha il compito di acchiappare i ladri. Solo che, nel resto del mondo, i governi si guardano bene dal prendersela con i magistrati: di solito se la prendono con i ladri. Ma sono tutti paesi che non hanno la fortuna di vantare giornalisti come Feltri e Battista, specializzati nel commentare cose che non conoscono.

Nella fattispecie, Battista e Feltri jr. non sanno che il relatore speciale Despouy ha l’incarico di vigilare per conto dell’Onu sull’“indipendenza di magistratura e avvocatura” nei paesi membri. E’ il referente istituzionale dei rappresentanti di magistrati e avvocati. Nel 2002 il suo predecessore malese Dato Param Cumanaraswamy fu inviato per ben due volte in Italia dall’Onu senza che nessuno lo chiamasse, per verificare de visu i continui attacchi del governo Berlusconi II alla magistratura. Parlò con tutti i soggetti interessati, compresa l’Anm (al cui vertice sedeva Bruti Liberati…). Poi, il 3 aprile 2002, stilò la sua relazione finale in cui censurava l’assedio di governo e maggioranza del centrodestra alle toghe, ma anche “il conflitto d’interessi” degli avvocati parlamentari che possono “avvantaggiare i loro clienti”. Soprattutto uno, il solito. E concludeva: “Vi sono motivi ragionevoli perché giudici e pm sentano minacciata la loro indipendenza” anche a causa degli “attacchi del governo… Gli importanti politici sotto processo a Milano dovrebbero rispettare il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e non dovrebbero ritardare i processi. Le decisioni dei Tribunali devono essere rispettate da tutti”.

Al giurista malese bastarono pochi giorni in Italia per inquadrare la drammatica lesione della divisione dei poteri, principio cardine dello Stato liberale di diritto. Feltri e Battista, rispettivamente ex redattore del Foglio di Berlusconi ed ex vicedirettore di Panorama di Berlusconi, in Italia vivono e scrivono da sempre. Eppure (o forse proprio per questo) non han mai notato nulla di strano negli attacchi politici al potere giudiziario. Ciò che si vede a occhio nudo dalla Malesia, da casa Berlusconi si nota un po’ meno.

martedì 25 novembre 2008

La coerenza di Silvio


Davvero interessante questo articolo comparso su Vanity Fair anche se la fonte non è delle più autoritarie dal punto di vista politico. L'articolo però in poche righe chiarifica bene la posizione del nostro presidente del consiglio (scritto appositamente minuscolo):

Vanity Fair, 20 novembre 2008

Una della meravigliose qualità di Silvio Berlusconi è che non avendo opinioni, le ha tutte. E’ contemporaneamente filo americano e filo russo, sta con l’Europa, ma sta anche con i celti orobici della Lega che sono contro. E’ amico contemporaneamente dei cinesi e del Dalai Lama. Ai vertici internazionali difende i diritti umani. Ma se li scorda quando atterra a Tripoli per finanziare con 5 miliardi di euro la dittatura del suo amico Gheddafi. E’ per “il ritorno all’etica nella finanza”. Ma ha preteso la depenalizzazione del falso in bilancio per scampare a un po’ di processi.

Quando sta alla Casa Bianca è capace di travolgere il palchetto pur di baciare George W. Bush che resta immobile a guardarlo allarmato. Quando è nel gelido Cremlino si scalda con il colbacco e con gli abbracci a Putin e Medvedev, amici suoi, critica lo scudo spaziale americano, “una provocazione”, difende i carri russi in Georgia, sostiene che la tragedia cecena sia un’invenzione. Di fianco al leader turco Erdogan dice che l’Europa non sarà completa fino all’ingresso della Turchia, e lui si batterà per il popolo turco. Ma quando va all’Eliseo, dove abita il marito di Carla Bruni che i turchi in Europa non vuol farli neanche avvicinare, lui dice che niente lo divide dal suo amico Sarkozy.

Un volta l’ingegner Carlo De Benedetti, di ritorno da Londra dove aveva incontrato il primo ministro Tony Blair, raccontava lo stupore del leader britannico per il perenne sorriso di Silvio ai tavoli delle consultazioni: “E’ sempre d’accordo su tutto. Non chiede mai nulla”. Ma a pensarci bene: perché non dovrebbe sorridere, visto che gli stiamo dando (e si sta prendendo) tutto?

venerdì 7 novembre 2008

Berlusconi e la sua capacità diplomatica


Ogni volta stento a credere a quello che leggo. Berlusconi non perde mai occasione per trovare un modo di mettere noi e lui in ridicolo difronte al mondo.
L'ultima affermazione incriminata è stata quella sul neoeletto Presidente degli Stati Uniti. Qualcuno la troverà, forse, divertente ma non certamente io. E' una battuta infelice nonchè con un retrogusto di razzismo.

Riporto la traduzione dell'articolo comparso sul giornale inglese The Telegraph ( Clicca qui per versione inglese ).

Giovedì il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha offerto un esagerato ma bizzarro tributo al nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, descrivendolo come “giovane, bello e anche abbronzato”.

Berlusconi, un ex cantante da crociera che non va mai in giro senza la sua abbronzatura, è famoso per le sue battute talvolta inappropriate.

In un intervento durante una visita di stato in Russia, ha detto di voler tentare di migliorare i rapporti tra il presidente russo Dmitry Medvedev e il nuovo leader americano.

“Non vedo problemi per Medvedev nello stabilire buoni rapporti con Obama, che è anche bello, giovane e abbronzato”, ha detto.

L’osservazione del settantaduenne magnate dei media ha suscitato rabbia e derisione nel suo paese e La Repubblica, uno dei più grandi giornali italiani, ha commentato: “Giusto in tempo, ecco la prima gaffe sensazionale”.

Un parlamentare dell’opposizione, Dario Franceschini, ha chiesto al Presidente del Consiglio di scusarsi con il neo-presidente Obama.

“Si dimentica che le sue parole trasmettono all’estero l’immagine del nostro paese. Dire che il presidente degli Stati Uniti è giovane, bello e abbronzato suona, alle orecchie del mondo intero, come un insulto carico di pericolosa ambiguità”. Berlusconi ha accusato i suoi detrattori di essere degli “imbecilli” e di non avere senso dell’umorismo.

L’affarista miliardario è tanto conosciuto per le sue gaffes quanto per la sua abbronzatura permanente, il trapianto di capelli e la chirurgia plastica.

Durante il suo primo incontro con il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen, nel 2002, si è complimentato con lui usando le seguenti parole: “Rasmussen non è solo un ottimo collega, ma anche il Primo Ministro più bello d’Europa”.

Ed ha aggiunto: “Ha così un bell’aspetto che sto addirittura pensando di presentarlo a mia moglie”.

Nel 2005 ha fatto scoppiare un piccolo incidente diplomatico insinuando di aver fatto la corte alla Presidente finlandese Tarja Halonen per assicurarsi il suo appoggio affinchè l’Italia ospitasse l’European Food Safety Authority.

“Ho dovuto usare tutte le mie strategie da playboy, anche se era da tempo che non le sfoderavo”, ha detto, costringendo Helsinki a chiamare in causa l’ambasciatore italiano per ottenere spiegazioni.

Come sempre, grazie grazie grazie a voi che lo avete scelto.

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sabato 1 novembre 2008

Dario Fo si pronuncia sulla scuola


Riporto questa intervista fatta da Beppe Grillo a Dario Fo, premio nobel per la letteratura nel 1997.
Analizzato l'uomo, la sua autorità, possiamo dire che Dario Fo non è certamente una persona priva di conoscenza. Tutt'altro. Buona visione.



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giovedì 30 ottobre 2008

I nuovi imparano sempre dai vecchi, grazie Cossiga per la lezione.






Impressionante, non abbiamo fatto in tempo a lanciare l'allarme sulle parole criminogene di Cossiga ( clicca qui per l'articolo ) che già da subito sono state messe in atto.
Questo governo usa la linea del regime e delle squadracce, parola d'ordine: reprimere i manifestanti.

Qualcuno di voi leggendo questo articolo griderà che sono un esagerato, un visionario. Bè lascio a voi deciderlo, riporto l'articolo dell'espresso che riporta in maniera molto chiara cosa è successo, cosa succede e cosa succederà:

AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere...
La linea del terrore preannunciata e consigliata da Cossiga, è stata messa in atto. Far credere che i manifestanti creano disordine, per poi poterli punire dovutamente, così che possano imparare la lezione: MAI MANIFESTARE, MAI PROTESTARE.

Ancora una volta assistiamo a un bel rito di antidemocrazia all'italiana.

P.S.: Nel video che ho riportato vedete esponenti dell'IDV, tra cui Pancio Pardi, parlare con i manifestanti.

P.S.S: Grazie a VOI, voi che votate o avete votato questo governo e questa maggioranza, davvero un grazie dal più profondo del ... .



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lunedì 27 ottobre 2008

Marco Travaglio: passaparola


Ecco la registrazione dell'intervento live. Buona visione.

venerdì 24 ottobre 2008

Nature si esprime contro la riforma scolastica e contro il governo


La rivista Nature critica la linea del governo riguardo la nuova "riforma"... Chissà se Berlusconi chiamerebbe anche questa una rivista, comunista. Oggi come oggi ogni critica a Berlusconi e il suo governo ha come risposta sempre e soltanto:
-"Bè è comunista!".
Si questi governanti hanno sempre molto argomentazioni nel rispondere... COMUNISTI COMUNISTI COMUNISTI. Incredibile.

Comunque per capire meglio con chi abbiamo a che fare, se questa rivista ha una certa credibilità, approfondiamo il discorso leggendo nell'enciclopedia:
Nature è una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche esistenti, forse in assoluto quella considerata di maggior prestigio nell'ambito della comunità scientifica internazionale (insieme a Science). Viene pubblicata fin dal 4 novembre 1869.

Nonostante la maggior parte delle riviste scientifiche oggi siano altamente specializzate, Nature è uno dei pochi giornali, insieme ad altri mensili quali Science e Proceedings of the National Academy of Sciences, che pubblica ancora articoli originali di un vasto intervallo di campi scientifici.
Quindi detto questo possiamo assumere che si tratta di una rivista attendibile. Ora passiamo al testo dell'articolo ( traduzione tratta da italiadallestero.info ):

Nel tentativo di accelerare la sua arrancante economia, il governo italiano si concentra su obiettivi facili, ma sconsiderati. È un periodo buio e arrabbiato per i ricercatori in Italia, esposti ad un governo che mette in atto la sua strana filosofia per il taglio dei costi. La settimana scorsa, decine di migliaia di ricercatori sono scesi in strada per manifestare la loro opposizione ad una proposta di legge volta a frenare la spesa pubblica. Se passa, come previsto, la legge provocherebbe il licenziamento di quasi 2000 ricercatori precari, che costituiscono l’ossatura degli istituti di ricerca italiani perennemente a corto di personale - e metà di essi sono già stati selezionati per posizioni a tempo indeterminato.

Proprio durante la manifestazione dei ricercatori, il governo di centro-destra di Silvio Berlusconi, che è tornato al governo lo scorso maggio, ha deciso che i fondi di università e ricerca potrebbero essere usati per aiutare le banche e gli istituti di credito italiani. Questa non è la prima volta che Berlusconi ha bersagliato le università. Ad agosto ha firmato un decreto che tagliava i fondi universitari del 10% e ha permesso di coprire solo una posiziona accademica vuota su cinque. Ha anche permesso alle università di trasformarsi in fondazioni private per ottenere introiti aggiuntivi. Dato il clima attuale, i rettori universitari ritengono che l’ultimo passo sarà usato per giustificare ulteriori tagli ai fondi e che alla fine li costringerà a cancellare i corsi che non hanno grande valore commerciale, come gli studi classici o addirittura le scienze di base. La notizia è arrivata all’inizio delle vacanze estive, ma le conseguenze sono state comprese pienamente solo ora - troppo tardi, visto che il decreto sta per essere trasformato in legge.

Nel frattempo, il Ministro per l’educazione, l’università e la ricerca, Mariastella Gelmini, non si è espressa in merito a tutte le questioni relative al suo ministero tranne quella sulle scuole secondarie e ha permesso che decisioni governative consistenti e distruttive fossero eseguite senza fare alcuna obiezione. Ha rifiutato di incontrare i ricercatori e gli accademici per ascoltare le loro preoccupazioni o per spiegare loro le direttive che sembrano richiedere il loro sacrificio. Inoltre non ha neppure delegato un sottosegretario che si occupi di tali questioni al suo posto.

Le organizzazioni scientifiche colpite dalla legge sono tuttavia state ricevute dall’ideatore della legge, Renato Brunetta, Ministro della pubblica amministrazione e innovazione. Brunetta ritiene che si possa fare ben poco per fermare o modificare la legge, anche se è ancora in discussione nei vari comitati e deve ancora essere votata in entrambe le camere. In un’intervista ad un quotidiano, Brunetta ha paragonato i ricercatori ai “capitani di ventura” [sic N.d.T.], mercenari avventurieri del rinascimento, dicendo che dar loro un lavoro permanente equivarrebbe quasi ad ucciderli. Ciò mistifica un problema che i ricercatori gli avevano spiegato: che la ricerca di base di un paese richiede un adeguato rapporto tra il personale permanente e quello precario, con i ricercatori precari (per lo più post-dottorati) che si spostano tra laboratori di ricerca permanenti, stabili e ben equipaggiati. In Italia, come hanno tentato di spiegare a Brunetta, questo rapporto è tutt’altro che adeguato.

Il governo Berlusconi può anche ritenere che siano necessarie delle misure finanziare severe, ma i suoi attacchi alla ricerca di base italiana sono avventati e poco lungimiranti. Il governo ha trattato la ricerca semplicemente come un’altra spesa da tagliare, quando invece dovrebbe essere considerata un investimento per costruire l’economia del sapere del ventunesimo secolo. In effetti l’Italia ha già sposato questo concetto aderendo alla Strategia di Lisbona 2000 dell’Unione Europea, in cui gli stati membri hanno promesso di aumentare i fondi di ricerca e sviluppo (R&D) fino al 3% del loro prodotto interno lordo. L’Italia, un paese del G8, ha una delle spese in R&D più basse del gruppo, essendo appena dell’1.1%, meno della metà di quanto spendono nazioni comparabili come la Francia e la Germania.

Il governo non deve considerare solo i guadagni a breve termine attuati attraverso un sistema di decreti facilitato da ministri compiacenti. Se vuole preparare un futuro realistico per l’italia, come dovrebbe, il governo non dovrebbe riferirsi pigramente al passato, ma capire come funziona la ricerca in Europa oggi.
Da questo link invece è possibile arrivare all'articolo originale in inglese per chi è ancora scettico: clicca qui .

giovedì 23 ottobre 2008

Scioperi, manifestazioni e occupazioni delle Scuole contro il decreto legge Gelmini, la risposta antidemocratica del governo


L'ultima delle vergogne di casa nostra è la volontà, da parte del governo, di usare la forza per bloccare le occupazioni della scuola e chissà se anche degli scioperi. In un paese democratico una contrapposizione così forte avrebbe smosso qualunque posizione visto che i governanti sono li per rappresentare il popolo. In qualche modo si sarebbe fatto un dietro front. Ma no, noi non siamo in un paese democratico e chi deve fare il dietro front sono gli studenti, il popolo. Si perchè da noi non sono i governanti a seguire il popolo ma è chi governa a dettare cosa deve piacere al popolo. Vergognoso. Le università sono la culla della cultura italiana, scioperare occupare scuole sono un buon segno che non è del tutto vero che i giovani provano disinteresse per la politica come vogliono farci credere. Più che altro provano disgusto verso questa politica.
L'uso della forza negli atenei è la cosa più vergognosa alla quale potremmo assistere.

Ma se scioperano molti studenti, quindi persone che, in teoria, hanno un forte grado di scolarizzazione e di cultura, forse qualcosa non va?

Comunque ecco il video di Berlusconi e il suo annuncio dittatoriale:



Ora aggiungo altri video dei "delinquenti" degli "antidemocratici" di coloro che "ledono" il diritto altrui...




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mercoledì 22 ottobre 2008

La coerenza della Lega Nord

Riporto qui un video chiarissimo ( preso da un post di Daniele Martinelli ), perfetto, il dove si mette in luce l'incoerenza della Lega. Nata come un movimento di protesta con slogan come "Roma ladrona", oggi, passati venti anni, divenuto partito ha cambiato faccia, cambiato ideali e cambiato fini. Questo movimento non appena visto la poltrona, il comando si è dimenticata forse di cosa diceva... Si è dimenticata di cosa diceva riguardo il suo Illustrissimo Cavaliere Berlusconi compagno di merende?
Io mi chiedo cosa si pensi quando alle elezioni si fa una croce sopra quel simbolo... Si pensa? O oramai si è talmente confusi da tutte queste affermazioni contrastanti da non riuscire a pensare? 

Buona visione:


martedì 21 ottobre 2008

Berlusconi come il leader del Nord Korea per l'informazione


Riporto qua l'articolo di cui Marco Travaglio parlava riguardo l'articolo del Financial Times.
Aggiungo il fatto che il Financial Times non è comunista, questa stupida affermazione devo aggiungerla perchè ogni qualvolta qualcuno dice la verità su Berlusconi viene marchiato da comunista ( ovviamente di quelli che mangiano i bambini... ).
Riporto il link e l'articolo:

http://www.ft.com/cms/s/0/080f4876-9cae-11dd-a42e-000077b07658.html

Ecco la parte interessante:
Banks and markets are tumbling but the crisis is benefiting Silvio Berlusconi, the Italian premier, whose treatment in parts of the media is nearing North Korean levels of adulation as his government exerts an authority not seen for decades.
Altra parte molto interessante dell'articolo:

The prime minister has used his solid parliamentary majority to secure immunity for himself while in office.


Per chi non l'avesse capito si riferisce al Lodo Alfano.

sabato 18 ottobre 2008

Caso Alitalia, tutt'altro che chiuso!

Ecco un'altra delle tante tuffre del nostro "caro" Presidente del Consiglio:

domenica 12 ottobre 2008


Riporto un'articolo dell'Unità di Marco Travaglio:

Ora d'aria
l'Unità, 11 ottobre 2008

Le manifestazioni della sinistra e dell’Italia dei Valori, oggi, e quella del Pd il 25 ottobre non potrebbero cadere in un momento migliore. La macchietta di Palazzo Chigi, tra una visita al Bagaglino e quattro salti in discoteca, è l’emblema del dilettantismo con cui il governo sta affrontando la crisi. Non passa giorno, anzi minuto, senza che Al Tappone si e ci copra di ridicolo. Garantisce ciò che non può garantire (“non fallirà una sola banca italiana, i risparmiatori non perderanno un soldo”). Organizza strane adunate a Palazzo Chigi col governatore di Bankitalia e un banchiere privato, il plurimputato per bancarotta Cesare Geronzi, a cui due berluscloni tentano nottetempo di garantire l’impunità nei processi per bancarotta nei casi Cirio, Parmalat e Italcase (a proposito: dov’era l’opposizione mentre passava l’emendamento, visto che a scoprirlo è stata una giornalista, Milena Gabanelli?).

Invita la gente a investire nelle società più solide, cioè “Eni, Enel e Mediaset”, che guardacaso è sua. Annuncia per l’ennesima volta “il taglio delle tasse”, eventualità catastrofica, visto che - come nota Salvatore Bragantini sul Corriere - “la crisi gonfierà un debito pubblico già debordante”. Promette di “estirpare la corruzione”, essendo imputato in tre processi per corruzione appena sospesi dalla porcata Alfano. Minaccia la Consulta che dovrà giudicare la porcata e tenta d’infilarci il suo avvocato Pecorella al posto di un altro suo avvocato, Vaccarella. Proclama: “Si può governare solo con i decreti”. Annuncia “un G8 straordinario”, subito smentito persino dall’amico Bush. Esalta le virtù democratiche dell’amico Vladimur nel senso di Putin, massacratore di ceceni e di georgiani, giustificando con false versioni l’illegale invasione russa della Georgia e facendo infuriare persino Paolo Guzzanti (subito manganellato da orde di forzisti a comando). Compila liste di proscrizione per la Vigilanza Rai (“né Orlando né Giulietti”), pretendendo di decidere anche le cariche spettanti all’opposizione. Senza contare i tagli selvaggi alla scuola, alla giustizia, alle forze dell’ordine, alla ricerca e persino agli italiani all’estero.

Bene: di fronte a questo spettacolo da repubblichetta delle banane, il Pd che fa? Anziché impegnarsi allo spasimo per portare in piazza quanta più gente possibile,e magari rimangiarsi la scriteriata decisione di sabotare il referendum anti-Alfano, si divide addirittura sull’opportunità di scendere in piazza. Ha cominciato il solito Follini sul Corriere, invitando il Pd a suonare la ritirata in vista del 25 ottobre. Posizione comprensibile, visto che fino a due anni fa Follini stava con Al Tappone e votava tutte le leggi vergogna. Meno comprensibile l’uscita di Rutelli sul Riformatorio: “La piattaforma della manifestazione è superata, occorre un corteo non centrato sulla contrapposizione al governo, ma sulle nostre proposte aggressive per uscire dalla crisi”. Aggressive, Rutelli: vabbè.

Ma il bello deve ancora venire: l’intervista di Enrico Morando al Giornale di Berlusconi, in cui l’esponente del Pd lancia, restando serio, l’idea di una bella manifestazione “non anti-governativa”, anzi, di più: per “incoraggiare e sostenere il governo nello sforzo che sta facendo per fronteggiare l’emergenza”. In piazza, la gente del Pd dovrà “stringersi intorno al governo”, perché “i cittadini hanno un atteggiamento di fiducia nel governo. I calcoli di parte sarebbero infondati oltre che sbagliati. L’opposizione deve fare la sua parte…”. Spettacolare questa idea dell’opposizione che deve chiamare la gente in piazza per sostenere il governo. Figurarsi l’entusiasmo con cui gli elettori del Pd, soprattutto quelli che han firmato l’appello per “Salvare l’Italia” dal “governo che la sta distruggendo”, si sveglieranno all’alba per salire su auto, treni, aerei e pullmann verso Roma, con la prospettiva di “stringersi intorno al governo” Berlusconi, mentre dal palco i Morando e i Rutelli li inviteranno a non essere antigovernativi e Follini, da casa, li sgriderà per non essersene rimasti a casa. Prospettiva elettrizzante, che potrebbe indurre molti a non muoversi, col rischio di far fallire la manifestazione. Per scongiurarlo, non resta che una strada: se l’obiettivo è stringersi intorno al governo, tanto vale invitare anche gli elettori del Pdl, e magari lo stesso Al Tappone. Lui la gente in piazza (“contro il regime delle sinistre”, s’intende) ha già dimostrato di saperla portare. Pienone assicurato.

Marco Travaglio

mercoledì 18 giugno 2008

Le intercettazioni

Non c'è altro da dire:

giovedì 15 maggio 2008

Voce fuori dal coro


Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro tranne un bel GRAZIE.

martedì 29 aprile 2008

Considerazioni sul v2-day e sull'articolo su Panorama di Grillo


Il 25 Aprile il V2-Day è stato un successone. Sono state raccolte circa 1.300.000 firme, mai visto un così alto numero di adesioni in un giorno. Questo nonostante come già avevo precedentemente scritto sulle maggiori testate erano partite campagne di diffamazione del suo autore, Beppe Grillo, oppure sulla non validità delle modalità di raccolta firme. 

1.300.000 firme parlano chiaro, i politici potranno soltanto far finta che la cosa non sia accaduta non certo avranno qualcosa da ridire. 
La gente ha parlato chiaro: un'informazione migliore, più libera e più seria. 

Panorama, settimanale Mondadori di Berlusconi, pubblica un lungo articolo la vigilia del V2-Day su Grillo. Un articolo nel quale il settimanale mette in evidenza come siano accresciuti i guadagni del comico dopo l'apertura del suo Blog www.beppegrillo.it nel 2005. 
Tutto quello che viene riportato sul settimanale deve essere ovviamente confutato. Ipotizzando però che tutto quello riportato nell'articolo sia vero, trovo che questo non importi a chi sostiene le sue. 
A nessuno, credo importi, se guadagna di più con il blog o se lo faccia soltanto per soldi.
La gente seguono il blog perchè credono nelle proposte e iniziative non che la coerenze con le quali queste vengono portate a termine. Grillo è diventato senz'altro un leader carismatico, che ha la forza di muovere parecchie coscienze. 
Se il suo sito è uno dei blog più seguiti del mondo, un fondo di verità in quello che scrive e fa ci sarà no?! 
Inoltre se quello che dicesse non fosse vero, certamente il suo blog non sarebbe diventato quello che è.
Il guadagno che gli ha portato il sito è senz'altro una conseguenza del perchè lo abbia aperto, nessun analista, credo, avrebbe mai potuto aspettarsi un successo del genere.
Poi se c'è un forte guadagno non significa che non creda in quello che dice o fa. Certo, oltre 4 milioni di euro di reddito imponibile non sono pochi, auguro a chiunque di guadagnarli, non per questo andrò contro le sue-nostre giuste battaglie. 

Ovviamente tutti, come per qualsiasi altra cosa o persone, dovremmo sempre tenere un comportamento critico ed attento. Analizzando attentamente ogni affermazione, non prendendola come dogma perchè detta da lui MA, se necessario, criticarla. Altrimenti si finirebbe con un movimento pieno di pecore.

Sono totalmente in disaccordo con chi dice che quello di Grillo non sia un movimento o che il ribattezzato grillismo non esista. Esiste e come questo movimento. I meetup sono un movimento più o meno organizzato che si ritrova qualche volta l'anno dandosi linee programmatiche per concentrarsi su determinate battaglie senza disperdere la sua forza.

Un ultimo appunto: Grillo e i meetup fanno paura. Paura di verità e di partecipazione politica perchè fin ora hanno rinnovato e questo ai detentori del potere non piace.



lunedì 21 aprile 2008

Basta con l'informazione viziata, scendiamo in piazza


Come spero molti di voi sapranno il 25 Aprile 2008 si terrà in oltre 400 piazze d'Italia la manifestazione pensata da Beppe Grillo intitolata Vaffanculo 2 day. Questa volta le richieste sono:
  1. Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
  2. Abolizione dell'ordine dei giornalisti
  3. Abolizione della legge Gasparri

Ovviamente per maggiori informazioni: http://www2.beppegrillo.it/v2day/index.php .

Vorrei ora motivare l'importanza dell'iniziativa con voi:
La famosa Freedom House, un'organizzazione no-profit e non schierata politicamente, ha stilato un rapporto sulla libertà di stampa nei vari paesi del mondo. Da questo rapporto si evince che l'Italia è classificata come parzialmente libera. Questo in quello che si definisce un paese "democratico". Cito testualmente dall'enciclopedia i maggiori motivi:
20 anni di amministrazione politica fallimentare, della controversa legge Gasparri del 2003 e della capacità del primo ministro di influenzare il servizio di trasmissione pubblica RAI, un conflitto di interessi tra i più flagranti del mondo.
Per non affidarsi soltanto ad una fonte riprendo anche il rapporto di Reporter senza frontiere il quale, nel 2005, l'Italia viene classificata al 77° posto nella classifica mondiale catalogandoci come unico paese parzialmente libero dell'Europa occidentale. Scivolando al 79° insieme al Botswana.  Perchè? Perchè hanno riscontrato sotto il governo Berlusconi una forte limitazione della libertà di stampa

Cosa davvero controversa è che l'articolo 21 della nostra costituzione dice:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Mentre noi per essere classificati giornalisti dobbiamo ottenere un'autorizzazione, essere iscritti all'ordine dei giornalisti, quindi come capirete da queste poche linee l'ordine è ANTICOSTITUZIONALE. Per non parlare del fatto che l'ordine è stato istituito da Mussolini per avere appunto il controllo sulla stampa e i vari mezzi di comunicazione, quindi un regime tutt'altro che democratico.
Infine va detto che soltanto, se non erro, due paesi al mondo hanno questo ordine.

Qualcuno crederà che questa poca libertà di informazione non sia poi così grave. Bè avere il controllo dell'informazione è avere il controllo di una nazione. Ovviamente questo non lo dico io, lo dicono sociologi, politologi, ecc... . 

Il mio consiglio è di aprire gli occhi, navigate in internet e spegnete la tv.


giovedì 17 aprile 2008

Volontà di popolo ignorata


Come sempre, in Italia la politica fa orecchie da mercante sulle richieste dei cittadini. L'8 Settembre 2007 circa 350000 italiani hanno firmato tre proposte di legge popolare e un altro milione e mezzo sono scesi in piazza per far si che i condannati non possano essere candidati in parlamento. Ovviamente non bisogna ricordare che nei paesi maggiormente democratici come UK, Germania, Francia e/o USA questo è un requisito base a volte scontato. In Italia come tutte le cose buone no.

Ial V-Day di BeppeGrillo e la sua raccolta firme, è stato dimenticato tanto velocemente come è stato oscurato dall'informazione malata. Infatti i parlamentari eletti e condannati non solo sono rimasti ma sono aumentati. Riprendo dall'articolo di Beppe Grillo, Parlamento di recupero i 70 neo eletti sono così ripartiti:

- PDL 45 (proposti 56)
- PD 13 (proposti 18)
- Lega Nord 7 (proposti 8)
- UDC – Rosa Bianca 5 (proposti 9)


Soltanto l'Italia dei Valori ha presentato ed eletto tutti candidati incensurati. La medaglia d'oro va al PDL di Silvio Berlusconi con una schiacciante vittoria. Lasciatemi complimentare con chi ha fatto questa scelta alle urne. 
Io ero uno dei firmatari e come molti altri la voglia di legalità è stata cestinata.
Se guardate la foto noterete uno striscione con scritto: "Ignorateci adesso!!!". 
Bene lo hanno fatto.